La carne rossa è “sostanza cancerogena”

Autore: Annamatilde Baiano

Dal Mal...Essere al Ben....Essere

Noi di C​iboCrudo,​in quanto c​rudisti vegani,​abbiamo sempre suggerito a tutti i nostri lettori, di diminuire l’uso della carne, sostenendo tutti i benefici di un’a​limentazione vegetale.​

Ovviamente non è mai stata nostra intenzione imporre uno stile di vita “vivo” e crudo, ma la notizia che in questi giorni tiene bando in tutte le testate giornalistiche, tv, telegiornali e nel web, non può che fare riflettere tutti quanti, carnivori in primis.
In questi ultimi anni, si era già avanzata l’ipotesi dei r​ischi alimentari dovuti ad una alimentazione frequente di c​arne rossa ­â€‹senza dimenticare che in molte famiglie italiane si mangia carne rossa tutti i giorni, allo stesso modo in cui si mangia la pasta, persino a pranzo e cena­,​purtroppo scordandoci della nostra dieta mediterranea.

Adesso,quella che era una “semplice ipotesi”, è diventata una tesi avvallata dalla presa di posizione netta presa dall’ O​rganizzazione mondiale della Sanità,​che ha deciso di inserire diverse tipologie di carne in a​limenti che provocano il cancro.​
Ma vediamo meglio nello specifico.

Quali sono le carni che possono provocare il cancro?

A riportare l’elenco delle carni che possono provocare il cancro è la W​orld Health Organization​che asserisce che sono le c​arni lavorate​le più dannose alla nostra salute:

● pancetta
● salsiccia
● hamburger
● altre carni lavorate

Anche la carne rossa può provocare il cancro?

In questo caso dobbiamo utilizzare il condizionale, ovvero, la c​arne rossa potrebbe provocare il cancro, tant’è che viene etichettata come ““probabilmente cancerogena per gli esseri umani” P​erchè probabilmente? P​erchè si ritiene che possa rappresentare un pericolo lievemente minore rispetto alle carni lavorate, tant’è che viene paragonata alle s​igarette.​ Di fatto, quello che sappiamo con certezza è che la carne lavorata, verrà inserita nella medesima categoria non solo delle sigarette, ma anche dell’alcol e dell’amianto.

IlsitoautorevoleNHSChoisesriportache “Proveevidentidimostranochec’èunlegametra mangiare carne rossa e processata e il rischio di contrarre il cancro all’intestino. Le persone che mangiano molta carne del genere hanno un rischio più alto di avere il cancro all’intestino rispetto a coloro che ne mangiano poca.

Nonostante questo, probabilmente,per non gettare panico ed allarmismi, il sito, autorevole ­lo ricordiamo nuovamente­ aggiunge che m​anzo, agnello e maiale,​“ possono fare parte di una dieta salutare e la c​arne rossa è una buona fonte di proteine e fornisce vitamine e minerali come ferro e zinco.

Tutto ciò cosa comporta?

Sicuramente una grande destabilizzazione mondiale, soprattutto nei Paesi sviluppati. Pensiamo alle catene di fast food e all’industria della carne, con tutta probabilità verranno inserite non solo nuove regole ma anche nuove etichette alimentari. Sioccuperàdellanuovaclassificazione, l​’AgencyforResearchonCancerdell’Oms,​cheha sviluppato degli approfondimenti, in merito al fatto che la carne, risulti essere nel Regno Unito, all’origine del c​ancro all’intestino,​il secondo tipo di tumore per frequenza.

Perchè secondo l’oncologo Umberto Veronesi il consumo di carne andrebbe eliminato definitivamente?

Non si è fatto di certo cogliere impreparato come moltissime altre persone, perchè di fatto, per sua stessa ammissione, l​’oncologo Umberto Veronesi, ­â€‹già lo sapeva­.
Durante una sua dichiarazione all’ Ansa ha dato sfogo al suo pensiero: ‘​’Il mio consiglio da vegetariano da sempre, è quello di eliminare del tutto il consumo di carne, e questo per motivi etici e filosofici. Detto ciò, lo studio dell’Organizzazione mondiale della sanità Oms sulla cancerosità della carne rossa e trattata non ci coglie di sorpresa”. Precisando come tutti gli studi che vanno nella direzione di identificare nuovi possibili fattori di rischio per il cancro sono comunque un ”grande passo avanti”.

Cerchiamo di capire meglio…

Forse alcuni dei nostri lettori si staranno chiedendo “perchè proprio ora”, o meglio “come si è arrivati a questa ­quasi conclusione?­.

L’OMS­ l’Organizzazione Mondiale della Sanità, agenzia dell’ONU che si occupa di salute e medicina­ in data lunedì 26 Ottobre, ha pubblicato un rapporto in cui responsabilmente dichiara che il c​onsumo di carne lavorata (​affettati) wuster e bacon, aumenta (aumenterebbe, potrebbe aumentare), il rischio di contratte il tumore al colon,​ ammettendo inoltre di avere a disposizione “prove non definitive” in grado di indicare che la carne rossa è cancerogena ­probabilmente­ (classificazione 2A9.

Di fatto però, è doverosa una precisazione, non è del tutto una “novità”, un po’ come afferma l’oncologo Veronesi, i dubbi c’erano, qualcosa si sapeva, probabilmente si è sempre o quasi fatto finta di niente, perchè non è emerso nulla di diverso o di eclatante rispetto agli studi fatti in precedenza che dichiaravano le stesse valide e spaventose motivazioni, cambia però il fatto, che per la prima volta, l’OMS ha deciso di prendere una posizione, precisando anche di dover approfondire alcune questioni.

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Quali questioni vuole approfondire l’OMS?

Anzittutto è più che doveroso dare a tutte le persone le informazioni veritiere in merito soprattutto riguardo alla “quantità massima” di carne che è possibile consumare per non correre rischi.
Noi siamo crudisti vegani,​e riteniamo che questa sia l’a​limentazione ideale per ogni persona, per vivere più a lungo, in salute, aumentando la qualità della vita,​ma

pensiamo alla differenza che può esistere fra le persone che mangiano carne tutti i giorni, o le persone che mangiano carne una volta alla settimana, o una volta ogni quindici giorni o una volta al mese…

50 grammi di carne lavorata al giorno aumenta il rischio di sviluppare un cancro al colon del 18%!

Questo è una dato veritiero, sostenuto dall’OMS: il consumo di 50 grammi di carne lavorata al giorno – l’equivalente di due fette di bacon, (fonte BBC)– aumenta il rischio di sviluppare un cancro al colon del 18 %.
Spieghiamo:​le sostanze nocive presenti in questo tipo di carne si formano durante i processi di lavorazione, cottura o aggiunta di conservanti:​l’OMS ha fatto ad esempio il caso della c​ottura della carne alla griglia,​che induce alla produzione di diverse sostanze cancerogene.

Precisiamo che il crudismo prevede la carne, a differenza del crudismo vegano che non

prevede la carne, pertanto i crudisti v​egani mangiano C​IBI CRUDI,​ ovvero prodotti crudi garantiti, proprio come i nostri di CiboCrudo, t​rattati termicamente sotto i 42° per mantenere intatte tutte le proprietà.

Eppure, sempre secondo il parere autorevole dell’OMS, le prove raccolte sono sufficienti, o meglio sarebbero sufficienti per i​nserire la carne lavorata nel GRUPPO 1.​

Il GRUPPO 1 è il gruppo delle sostanze più dannose, che già abbiamo messo in elenco, ovvero, il tabacco delle sigarette e l’alcol che troviamo nelle bevande alcoliche.

Ma allora, s​e mangio un panino col bacon ho gli stessi effetti di fumare una sigaretta?

Nemmeno questo è vero, e la risposta arriva dai g​iornalisti scientifici James Gallagher e Helen Briggs e anche l’epidemiologo Kurt Straif, che lavora per l’OMS, il quale ha dichiarato che “per una persona normale, il rischio di sviluppare il cancro al colon a causa del consumo di carne lavorata rimane basso: ma il rischio ovviamente aumenta a seconda della quantità consumata”.

Il World Cancer Research Fund, un’importante ONG che si occupa di ricerca e prevenzione contro i tumori, da molto tempo consiglia di consumare meno di mezzo chilo a settimana di carne rossa, e di ridurre il più possibile il consumo di carne lavorata.

Di fatto, paragonare la pericolosità del cibarsi di carni rossi, al pari del fumo di una sigaretta, è semplicemente un paragone, in base ai sistemi di classificazione della IARC (International Agency for Research on Cancer).
L’Agenzia usa 5​categorie in cui inserisce le sostanze in base alla consistenza delle prove raccolte in base al loro essere c​ancerogene.​

Come funzionano queste categorie e su quali dati si basano?

Le categorie hanno lo scopo di indicare quanto è concreto un legame causale tra una sostanza e almeno un tipo di tumore. Di fatto non parlano del rischio, nè della pericolosità, sono un punto di riferimento però significativo per gli scienziati che hanno potuto appurare quanto fino ad ora riportato.

Ma vediamo meglio nel dettaglio delle t​abelle,​dove si trovano le carni lavorate e le carni rosse e perchè vengono paragonate alle sigarette.

CATEGORIA 1:​c​arni lavorate,​fumo, alcol, luce solare = legame casuale tra esposizione e sviluppo di tumori.

Quale correlazione esiste tra questi agenti?

Secondo i ricercatori ­ e non solo ­ un’esposizione prolungata ai raggi solari senza protezione, è causa di tumori alla pelle, il fumo può causare tumori ai polmoni e malattie cardiovascolari.
Da specificare,​sempre in base ai ricercatori, che il livello di pericolosità dei raggi solari non è uguale a quello del fumo e nemmeno delle carni lavorate, che ricordiamo, solo da poco,​ entrano nella Categoria 1.

CATEGORIA 2A: carni rosse, s​teroidi, cottura tramite frittura, diversi prodotto utilizzati per la cosmesi dei capelli.
Da specificare,​anche in questo caso, che si tratta di “agenti probabilmente cancerogeni” sulla base di “prove limitate” che riguardano gli esseri umani, con prove più consistenti ottenute tramite test su animali.

I dati riportano che i​l consumo di carni lavorate abbia causato nel 2​013 la m​orte di 34mila persone in tutto il mondo,​mentre il f​umo n​e abbia causate un m​ilione.​ Attenzione! M​orti di cancro,​e​scluse le altre patologie all’apparato cardiocircolatorio e ad altri organi a causa dei componenti delle sigarette o dei grassi saturi contenuti nelle carni lavorate. Sempre di cancro, muoiono circa 600mila persone per tumori collegati al consumo di alcol e 200mila all’inquinamento atmosferico.

Da quanto tempo l’OMS stava studiando i possibili effetti sull’organismo di carne lavorata?

Dobbiamo affermare con molta franchezza, che la notizia era da considerarsi “preannunciata”, vale a dire che l’OMS ­ secondo il Washington Post ­ha stilato un report, a cui avrebbero lavorato ben 22 esperti da tutto in modo, che hanno preso in considerazione decine di studi sul tema, dopo un lungo ed approfondito lavoro. Anche in questo caso però dobbiamo fare una precisazione perchè sempre secondo il Washington Post, l’opinione del gruppo dei 22 esperti mondiali, non è stato unanime nell’affermare che la c​arne lavorata è

pericolosa,​perchè è risultato complicato, anche attraverso gli studi, riuscire a trovare una correlazione fra un certo tipo di cibo e lo sviluppo di un tumore.
Il medico italiano Paolo Boffetta, che ha lavorato per l’OMS in un gruppo di ricerca, come quello che ha pubblicato il report, ha asserito: “posso capire che la gente sia scettica su questo report perché i dati non sono tremendamente solidi. Ma in questo caso l​e prove epidemiologiche sono molto concrete”​.

Chi ha il compito di dare le linee guida sulla classificazione del rischio legato ai tumori di sostanze chimiche e agenti fisici?

Questo compito spetta all’ International Agency for Research on Cancer, agenzia intergovernativa dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), con sede a Lione in Francia.
Quando si parla di​“rischio” s​i intende la probabilità che si verifichi un determinato evento. Quando la IARC parla di “carni rosse”,​si riferisce a t​utte le carni di mammiferi c​he l’uomo mangia, suini, ovini, bovini ed equini: vacche, maiali, vitelle, pecore, capre, cavalli. Quando la IARC parla di “carni lavorate” s​i riferisce a tutti i tipi di carne che subiscono una lavorazione, che perlopiù si verifica attraverso i processi di salatura, affumicatura e stagionatura a cui vengono a​ggiunti i conservanti,​ecco perchè i prodotti più a rischio risultano proprio essere: salsicce, prosciutti, wurstel, carne essiccata, carne in scatola, ecc.

Sono le carni rosse e lavorate che fanno venire il cancro?

La dichiarazione della IARC è molto esaustiva: “ c​i sono prove convincenti sul fatto che l​e carni lavorate aumentino il rischio di contrarre il cancro.​Significa che, sulla base di diversi studi scientifici pubblicati in passato, sono stati identificati legami certi tra il consumo di quei prodotti e l’insorgenza di alcuni tipi di tumore. Sulle carni rosse il legame è meno evidente, ed in merito ai risultati delle ricerche, si possono definire “probabilmente cancerogene”. (Per carni rosse, la IARC indica le bistecche).

Se mangio carni lavorate in grande quantità ho 1 probabilità su 5 di avere il cancro al colon?

Questo è errato. Abbiamo già scritto dell’interpretazione del fattore “rischio”. Un consumo giornaliero di 50 grammi di carni lavorate può aumentare il rischio di contrarre un tumore al colon del 18 per cento, ma nei paesi occidentali, il rischio individuale è di suo intorno al 5 per cento nel corso di una vita, il 18 per cento in più porta a circa il 6 per cento il rischio. (Fonte IARC).

Se mangio carne rossa cosa rischio?

Secondo la IARC chi consuma 100 grammi di carne rossa al giorno va incontro ad un rischio comparabile a quello comportato dalle carni lavorate.

Ad influenzare anche in maniera negativa è la c​ottura ad alta temperatura,​come la c​arne al barbecue c​he è nota per produrre alcuni agenti chimici cancerogeni. A dispetto di questo, sempre la IARC non ritiene di poter sostenere che ci sia un modo “più” sano rispetto ad un altro d​i cuocere la carne,​questo significa che nuoce anche la carne rossa cotta in pentola o in padella.

Ci sono soggetti più a rischio come i bambini e gli anziani?

Sempre secondo le autorevoli fonti, non esistono studi in grado di stabilire l’esistenza di soggetti “più a rischio”, questo significa che tutti i soggetti sono a rischio. Lo stesso vale per determinare se esistono carne rosse più sicuri per la salute di altre, o carni lavorate più sicure in base al metodo di preparazione e conservazione.

Devo smettere di mangiare carni rosse e lavorate?

Era l’anno 2002, quando l’OMS consigliava di l​imitare il consumo di carni lavorate p​er ridurre il rischio di contrarre un tumore al colon. ​
In questi diciotto anni sono avanzati studi e ricerche, tant’è che anche i vari governi avevano tentato di muoversi in questo senso, alcuni ottenendo maggiori risultati, altri un po’ più in sordina.

Ma adesso la dichiarazione è ufficiale e non più “ufficiosa” come negli anni passati, la IARC dice, o meglio consiglia alle p​ersone preoccupate dal cancro,​di prendere seriamente in considerazione una r​iduzione d​egli abituali c​onsumi di carni rosse e lavorate in attesa delle linee guida.

Se mangio pollo e pesce rischio qualcosa?

La IARC non ha preso in considerazione queste carni, quindi non è possibile definire se e quanto siano più sicure. Di fatto l​a valutazione viene fatta in riferimento ai rischi legati al cancro,​e non vengono prese in considerazione altre malattie o disturbi, che potrebbero eventualmente dipendere o meno da un’alimentazione basata su carni bianche o pesce.

Se smetto di mangiare carne rossa e lavorata, posso prevenire il tumore al colon­retto?

Cerchiamo di capire meglio di cosa si tratta.
Il t​umore al colon­retto risulta il secondo tumore maligno per incidenza e mortalità i​n molti paesi occidentali. Primo risulta essere il tumore al seno per le donne, e successivo a quello alla prostata ed al polmone negli uomini.
Il tumore al colon retto, colpisce principalmente dai 60 anni agli 80, pensate che nel nostro Paese riguarda ogni anno circa 40mila donne e 70mila uomini.
La prevenzione è certamente la miglior cura​.

Come capire quando si è a rischio?

Si è a rischio, o addirittura a rischio elevato quando in famiglia c’è o c’è stata, la presenza di altri casi.
Gli esperti consigliano una d​ieta a​base di pochi grassi, poca carne (se non riusciamo a toglierla definitivamente dal nostro menù), molte fibre, molti vegetali ed un consumo adeguato di frutta.

Le persone che hanno p​iù di 50 anni,​dovrebbero fare un esame delle feci ogni due nni, ed una colonscopia ogni 10 anni (almeno).
Questi due esami servono ad individuare il 75% dei tumori per tempo.
La raccomandazione è quella di rivolgersi al proprio medico.

“Mangiare carne rossa è ingoiare cibo bruciato”

Lo riporta il DailyMail nelle parole del Direttore di Endoscopia Roger Leicester, all’ospedale di San Giorgio a Londra, nonchè direttore del programma di screening per il cancro intestinale SW London.
Il Dipartimento della Salute a cui fa riferimento, avverte tutte le persone che mangiano carne assiduamente, di ridurre il consumo a 70 grammi al giorno.

Ma il Prof. Leicester fa anche un’altra affermazione :” i​l Cioccolato potrebbe persino essere più pericoloso! ​”

Un altro alimento su cui riflettere quindi, insieme all’alto consumo di zuccheri e grassi saturi, affermando che nessuno si prende la briga di parlare anche di questo argomento perchè troppo “impopolare”.

E’ un problema di dieta a livello di ogni Paese?

Secondo il parere del Prof. Leicester, uno dei tanti problemi, di cui ancora troppi pochi parlano, è la c​ottura che è d​annosa­â€‹concetto che noi di CiboCrudo sosteniamo da sempre e che abbiamo più volte menzionato, anche in questo articolo­.
C’è un’altro studio che vale la pena di approfondire ed è quello dell’EPIC.

Lo studio EPIC (european prospective investigation into cancer and nutrition) è​ considerato uno degli studi prospettici,mastodontici e coraggiosi mai intrapresi nella storia. “Coraggioso” perchè è riuscito, come mai prima d’ora, a rilanciare il dibattutto e spesso controverso tema dell’alimentazione che nello specifico riguarda il dibattito sul veganismo, vegetarianismo, alimentazione OGM e la tossicità dei prodotti della filiera.

Lo studio è nato per verificare l​a correlazione nella popolazione adulta (35­70 anni) tra cancro ed alimentazione.​
Ad oggi, lo studio non risulta ancora concluso però si è creata una specie di “genesi” delle malattie, che riassumiamo nei punti principali:

● Una dieta a MINOR carico di Na+ (sodio) e maggior carico di K+ (potassio) come quella di frutta e verdura riduce considerevolmente la pressione arteriosa media.​

●  Una regolare attività fisica aumenta molto la longevità e riduce il rischio di fratture e di osteoporosi, grazie ad un effetto PROTETTIVO sullo scheletro (particolarmente importante nelle donne in prospettiva post­menopausa)

●  Una dieta ricca di fibre protegge dal carcinoma del colon retto.​Una delle cause maggiori di predisposizione al cancro del colon retto è l​’infiammazione da ristagno del contenuto intestinale l​e cui cause possono ritrovarsi nel consumo di alcuni alimenti come quelli che presentano un ricco contenuto di conservanti e di additivi chimici o macromolecole organiche raffinate fermentanti (zuccheri industriali come lo sciroppo di glucosio)

●  L’ OBESITA’ AUMENTA IL RISCHIO GENERALE DI CANCRO.

●  L’IPERGLICEMIA A DIGIUNO AUMENTA IL RISCHIOCARDIOVASCOLARE

Evitare di fumare e bere alcolici, fare attività fisica e mangiare regolarmente frutta e verdura aumenta mediamente l’aspettativa di vita di 14 anni.

Questo studio, che abbiamo detto ­ non è ancora concluso ­ riporta i dati e le informazioni raccolte in 20 anni di ricerche.

Se le proteine animali sono costituite dalle stesse molecole chimiche di quelle vegetali, gli amminoacidi, allora perchè fanno male alla salute?

Principalmente p​er il modo in cui interagiscono con l’organismo per mezzo della lavorazione, della conservazione e della cottura, che modificano le molecole presenti rendendole​pericolose​per la salute.

I cibi di origine animale c​ontengono, oltre alle proteine, anche molte altre sostanze tra cui i grassi saturi e il f​erro del gruppo eme,​che assunti in dose eccessive stimolano l’aumento di colesterolo, dei livelli di insulina nel sangue e l’infiammazione del tratto intestinale, aumentando il rischio di certe patologie, tra cui i tumori, in particolare quelli del colon­retto.

Quali patologie si associano ad un alto consumo di carne?

Gli epidemiologi concordano sul fatto che gli individui che seguono diete ricche di proteine animali​, soprattutto carni rosse e lavorate,​hanno un maggior rischio di sviluppare patologie come diabete, infarto e problemi cardiovascolari, obesità e cancro.

Quali tumori?

●  cancro al colon retto

●  cancro allo stomaco

●  tumore al seno

●  tumore alla prostata

●  tumore all’endometrio

 

Cosa contiene la carne rossa?

(Fonte airc.it)

Dal punto di vista biochimico, tutte le proteine che costituiscono gli organismi viventi sono costruite nello stesso modo dall’assemblaggio di 20 “mattoncini “, gli amminoacidi, uguali in tutte le specie, sia animali sia vegetali. Il “problema” delle proteine animali risiede nel modo con cui interagiscono col nostro organismo come le c​arni rosse:​manzo, maiale, agnello e capretto. Il colore rosso è dato dalla presenza nei tessuti di due proteine, strettamente imparentate fra loro: l’e​moglobina e la m​ioglobina.​Entrambe contengono una molecola, detta g​ruppo eme,​con al centro un atomo di ferro. Il gruppo eme è la “trappola molecolare” per catturare le molecole di ossigeno, essenziali per la produzione di energia. Per questo ne vengono immagazzinate grandi quantità nei muscoli, e per questo la carne rossa è rossa. Diversi studi indicano però che il gruppo eme stimola, a livello dell’intestino, la p​roduzione di alcune sostanze cancerogene e i​nduce infiammazione delle pareti intestinali.​ Un’infiammazione prolungata nel tempo dovuta a massiccia ingestione di carne rossa aumenta le probabilità di sviluppare tumori al colon­retto.

Non solo: le carni rosse possono essere lavorate mediante e​ssicazione,​s​alatura o affumicatura,​e conservate con additivi come n​itrati,​n​itriti e i​drocarburi policiclici aromatici.​Negli studi epidemiologici in generale si distingue il consumo di carne fresca da quello di salumi e insaccati, proprio per via della diversa composizione.

I rischi della cottura alla griglia

Barbecue? No, grazie!

Se siete arrivati a leggere fino a questo punto è perchè siete concordi e consapevoli che uno dei problemi maggiori per la salute, riguarda la c​ottura ­delle carni ma anche di tutti i cibi in generale­.
Cuocere gli alimenti può causare il cancro quando s​i cuoce la carne alla griglia perchè si possono formare due sostanze notoriamente carcinogenetiche: le a​mine eterocicliche (HCAs) , che si sviluppano negli alimenti ricchi di proteine quando vengono cotti a temperature molto alte, come quelle di un barbecue.

Ma questo non è il “solo” problema, anche i grassi alimentari, che gocciolano e bruciano sulla griglia, generando fumo, possono dar luogo ad altri composti denominati i​drocarboni policiclici aromatici (PAHs).​

Un articolo pubblicato nell’aprile del 2009 sulla rivista dell’American Cancer Society (“​Eating Charred, Well­done Meat May Increase Pancreatic Cancer Risk” ) ha dimostrato che mangiare regolarmente carne ben cotta (​indipendentemente dalle metodologie di cottura adoperate) può aumentare del 60% il rischio di cancro del pancreas.​Secondo il National Cancer Institute (NCI) di Bethesda (Maryland, USA) una dieta ricca di amine eterocicliche (HCAs) sarebbe collegata ad un incremento significativo del rischio di tumori a carico di organi quali mammella, colon, fegato, pelle, polmoni, prostata e altri. La presenza di alti livelli di PAH nella dieta sarebbe, invece, collegata ad una elevata incidenza di leucemie, tumori gastrointestinali e dei polmoni.

Corro rischi anche mangiando la carne cruda?

Tutta la carne cruda, c​ome tartare, carpaccio nasconde o può nascondere microrganismi insidiosi. Spesso le persone che mangiano carne cruda, vengono colpite da i​nfezioni alimentari​e la causa è l’E​scherichia coli,​questo dopo aver consumato carne cruda.
Si tratta di un batterio, che inseme a Campylobacter e Salmonella, provoca o può provocare disturbi gravi di gastrointestinale.

Le persone che mangiano carne cruda, quindi tartare, carpacci, rischiano maggiornemente nella stagione calda, perchè le temperature alte favoriscono la moltiplicazione di questi batteri.

Dopo l’allearme, perchè il parlamento dice sì ad insetti, alche e cibo creato in laboratorio?

La plenaria del Parlamento di Strasburgo, ha approvato in prima lettura, l’accordo con il Consiglio, riguardo al “novel food”, i prodotti innovati creati o modificati nei laboratori industriali, cibi che ­si legge­ corrispondono alle richieste, sempre più maggiori, dei consumatori che hanno l’esigenza di consumare cibi in grado di apportare un effetto benefico sulla salute.

Ma cosa sono questi nuovi cibi? ​ I​nsetti, alche, nano materiali, nuovi coloranti. ​

La notizia è “fresca” ed è stata approvata con 359 sì, 202 no e 127 astenuti.
L’analisi Coldiretti/Iprmarketing afferma che sono appena l’8% gli italiani che assaggerebbero gli insetti, mentre il 7% si farebbe tentare dai ragni fritti ed il 19% non esiterebbe a mettere nel piatto la carne di coccodrillo.
Forse ha contribuito l’Expo, con tutte le sue vetrine di alimenti e piatti provenienti da tutto il mondo.
Ma la Codiretti precisa: "Solo una bassa percentuale di consumatori si è avventurata nell’assaggio delle curiosità offerte dalla grande fiera mondiale sull’alimentazione: dall’hamburger di zebra dello Zimbawe fino al pesce palla giapponese".

Come stanno reagendo i fast food come il McDonald’s?

La Cordiretti d​efinisce gli studi dell’Organizzazione Mondiale della Sanità “psicosi da carne rossa” che avrebbe, sempre secondo i dati Coldiretti, influenzato “appena” 1 italiano su 10, mentre nei 514 ristoranti delle rete McDonald’s “non si stanno registrando cali”.

Se si tratta di un “fatto politico”, viene istintivo pensare che si tenti ancora di proteggere le industrie italiane, spesso anche a discapito della salute dei consumatori.
Di fatto noi pensiamo che la scelta sia una questione di libertà, a cui non deve essere sottratta l’informazione.

Perchè l’alimentazione è un “caso politico?”.

Perchè i condizionamenti su cosa faccia bene o cosa meno bene, e cosa addiritutta male, anzi molto male, arrivano anche dalla politica, che ha i suoi interssi, certo, uno di questi potrebbe anche essere quello di non gettare panico sul Paese.

Di fatto, a sole 48 ore dall’annuncio mondiale contro le carni rosse l’Oms, sembrava già fare un piccolo passo indietro e porre rimedio all’allerta per mezzo del vice direttore generale dell’Oms Oleg Chestnov, che durante la conferenza internazionale “Nutrire il Pianeta, nutrirlo in salute” ha dichiarato: “ Del cibo sappiamo che alcuni elementi, a causa del modo in cui vengono preparati e lavorati, possono portare a problemi di salute. Se assunti in modo eccessivo. Questi prodotti non vanno però eliminati». E poi, una serie di dettagliate spiegazioni sulla genesi del messaggio che ha sconvolto il mondo occidentale. «Era indirizzato soprattutto ai politici ­ precisa Chestnov ­ perché possano autoregolare la materia all’interno degli stessi Paesi. Dobbiamo pensare che non è tutto bianco o nero, bisogna capire qual è il giusto equilibrio e penso che l’argomento debba entrare nell’agenda della ricerca scientifica».

Se elimino completamente la carne posso vivere in salute?

Non si tratta di eliminare completamene la carne per poter vivere pienamente in salute, esistono altri alimenti che possono risultare dannosi, occorre prendere coscienza nei confronti di un’alimentazione sana, che non trova beneficio in un solo alimento, però possiamo dire che eliminare la carne può aiutare.

Gli italiani devono tornare alla dieta mediterranea?

Si è parlato tanto di dieta m​editerranea in questi giorni, di fatto siamo bombardati da pareri di illustri personaggi, come il Prof. Calabrese, medico specializzato in Scienza dell’Alimentazione, Docente di Nutrizione Umana e consulente del Min., che ritroviamo spesso ospite nella trasmissione Porta a Porta di Bruno Vespa. Esco, se l’italia è una nazione patriota allora comprendiamo il valore della “dieta mediterranea”, altrimenti sarebbe

bene seguire il nostro istinto e la nostra volontà di mettere la nostra salute al primo posto, senza alcun tipo di condizionamenti.

Di fatto, come abbiamo scritto, l​a IARC ha dato solo conferma dei dati di cui già era in possesso da tempo,​e questo è anche il commento di Carmine Pinto, presidente dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM), al rapporto pubblicato su Lancet Oncology. Il quale aggiunge: “ la presenza di conservanti o di prodotti di combustione in questi alimenti è legata ad alcuni tipi di tumore. Per quanto riguarda le carni rosse è una questione di modalità e di quantità, non esiste una ‘soglia di esposizione oltre la quale ci si ammala sicuramente. Il messaggio che dobbiamo dare è che la carne rossa va consumata nella dovuta modalità, una o due volte a settimana al massimo. Il messaggio principale è invece un invito a tornare alla dieta mediterranea, che ha dimostrato invece di poter diminuire il rischio di tumore”.

Ecco i dati

Secondo uno studio Aiom il 9% degli italiani nel 2010 mangiava carne rossa o insaccati tutti i giorni, il 56% 3­4 volte a settimana. Per il ministero della Salute il cancro del colon­retto, quello di cui si è trovata la maggiore associazione con il consumo di carne lavorata, è in assoluto il tumore a maggiore insorgenza nella popolazione italiana, con quasi 55.000 diagnosi stimate per il 2013.

Perchè la cucina crudista è la più sana?

Perchè è una s​celta alimentare che si basa sull’etica e sulla consapevolezza, di chi la pratica, che il c​rudismo (raw food) privilegiando c​ibi crudi quindi vivi, potenzia al massimo le vitamine e le energie. Si tratta di una d​ieta ben bilanciata p​riva di grassi e di sostante intossicanti.

Importante! N​on si tratta di una dieta radicale, al crudismo ci si avvicina a piccoli passi ed è una dieta ​adatta a tutti. ​Solitamente si inizia diventando vegetariani, poi vegan ­crudisti.
E’ uno stile di vita che ci appartiene da sempre, e che risale alle origini dell’uomo, quando ancora il fuoco non esisteva e gli uomini si cibavano di frutta e verdura.

Uno dei problemi che riguarda l’alimentazione di moltissime persone è legato alla c​ottura dei cibi,​di fatto la cottura elimina e disperde i principi attivi contenuti negli alimenti, mentre la cucina crudista garantisce un’alimentazione sana ricca di fibre, senza zuccheri complessi e grassi intossicanti.

Perchè il crudismo è adatto alla nostra struttura corporea?

Questo è un concetto che lo stesso Ghandi portò avanti per anni, per mezzo della sua scelta raw food. Non dimentichiamo che gli esseri umani sono f​rugivori,​ovvero, mangiatori di frutta. E’ bene anche ricordare che il nostro corpo ed il nostro intestino sono simili a quelli dei primati che sinutrivano di  f​rutta e ve rdura cruda. ​

Secondo il D​r. Kouchakoff,​medico svizzero di Losanna, il cibo cotto favorirebbe la leucocitosi cioè un aumento dei globuli bianchi come difesa dei confronti di un cibo che non considerano idoneo all’organismo. La c​ottura modificherebbe la struttura chimica dei cibi, snaturando le proteine, ossidando i grassi naturali e favorendo la formazione dei radicali liberi contro i quali il nostro corpo combatte per non invecchiare.

Devo acquistare i prodotti filiera corta?

E’ in questo modo che si acquistano i prodotti c​hilomentro zero (filiera corta), p​rodotti biologici e naturali d​ove si attesta la provenienza del prodotto, la qualità ed il metodo di creazione. In questo modo si acquistano f​rutta e verdura fresche di stagione,​cibi biologici e saporiti. In questo modo abbiamo la certezza di gustare cibo sano, di qualità eccellente e con più nutrienti.

Da uno studio condotto da Coldiretti se ogni famiglia scegliesse prodotti locali e di stagione, con una reale cura per imballaggi e sprechi, non emetterebbe fino a 1000 chili di CO2 in un anno.

La nostra “guarigione” sta nel nostro piatto, e soprattutto in ciò che portiamo alla bocca, facciamo di questa nostra scelta, una scelta consapevole.

Senza carne, senza pesce, salumi, formaggi, latte, pane, riso, pasta ci si può alimentare lo stesso, ed i crudisti che hanno fatto questa scelta, sanno che il sapore crudo è delizioso,​è molto gustosto e digeribile, fa bene alla salute e rende giovani, nel corpo e nello spirito!

Annamatilde Baiano

 

http://www.wired.it/scienza/medicina/2015/10/26/carne­lavorata­cancerogena/

 

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