TRE NOCI AL GIORNO…

Autore: CIBOCRUDO

Dal Mal...Essere al Ben....Essere

Senza olio, sale e conservanti. E prive di sbiancatura e tostatura. Noci & co. vanno consumate così, crude e al naturale. Essiccate, sì, ma rigorosamente a bassa temperatura. E preferibilmente biologiche. Condizioni sine qua non per beneficiare del prodigioso effetto longevità di questo alimento. Lo conferma uno studio osservazionale statunitense condotto su oltre 200 mila persone provenienti da diversi paesi che ha messo in relazione due variabili: consumo di noci e sopravvivenza. Il risultato? Noci, Nocciole, Mandorle e Arachidi, mangiate per l’appunto al naturale, allungano la vita: il consumo regolare abbassa il rischio di mortalità per qualsiasi causa del 17-21%.
 
Ma non è tutto. Lo studio, condotto dal Vanderbilt University Medical Center (VICC) del Tennessee e pubblicato sulla rivista Jama Internal Medicine, ha dimostrato una diminuzione di morte per evento cardiovascolare, come ictus e infarto, del 23-38%. Il gruppo di lavoro ha esaminato diverse etnie e fasce socio-economiche e ha inoltre registrato l’evidente riduzione di mortalità a prescindere dallo stato metabolico, dal fumo, dal consumo di alcol e dall’indice di massa corporea. Mostrando quindi come il ruolo protettivo della Frutta Secca sia efficace a prescindere dallo stile di vita e sia specificamente ‘noce-correlato’. Interessante, infine, nell’ambito della stessa analisi, il dato relativo alle arachidi: sarebbero collegate a un minor rischio di diabete mellito e morte per tumore. È evidente che queste ennesime conferme, che seguono numerosi altri studi che avevano dato simili risultati, non sono comunque un invito a trascurare lo stile di vita, che, a detta di qualsiasi esperto, rimane sempre il miglior metodo di prevenzione.
 
Vitamina E, antiossidanti fenolici, folati, omega 3, potassio, fibre, arginina e altri fitochimici. Quale sia esattamente la sostanza più efficace in senso preventivo ancora non è noto. Forse l’azione sinergica di tutte le componenti insieme, che fanno dei semi oleaginosi una vera e propria medicina naturale. Come regolarsi? Farne un uso costante, certo, ma senza eccedere. L’American Heart Association ricorda infatti il contenuto notevole di grassi di questo alimento e l’alto apporto calorico, consigliando l’assunzione di quattro porzioni alla settimana (una porzione = 42,5 grammi): circa 3 noci intere.
 
Intanto le ricerche continuano e portano a nuove osservazioni. Mentre uno studio condotto dalla Harvard Medical School in collaborazione con il Beth Israel Medical Deaconess Medical Center, pubblicato su The Journal of Nutritional Biochemistry, ha rivelato l’effetto-scudo delle noci sullo stato infiammatorio che genera il tumore al colon, una ricerca guidata dal professor Paul Davis dell’Università della California ha suggerito che un composto costituito dagli omega 3, in combinazione con altre sostanze contenute in questi semi ma non ancora individuate, sia in grado di ridurre o rallentare il tumore alla prostata. Un ruolo protettivo efficace, ma solo se noci & co. non sono trattate da pesticidi o alterate da altri processi di lavorazione.
 
Una menzione merita infine il ruolo protettivo delle noci sul cervello. La School of Medicine dell’Università della California ha svolto la prima grande analisi sull’associazione tra consumo di noci e funzione cognitiva, basata su tutti i dati conoscitivi disponibili provenienti dal National Health and Nutritional Examination (NHANES). Dai rilevamenti, effettuati su un ampio campione di popolazione dai 20 anni in su, è emerso che il consumo di noci è collegato a migliori risultati nella soluzione di test cognitivi. Un risultato importante, a conferma di quanto già messo in luce negli anni passati, che potrebbe aprire un’ulteriore via di prevenzione in ambito nutrizionale anche per patologie serie in crescita esponenziale come la malattia di Alzheimer, i cui casi sono destinati a triplicare entro il 2050.

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