COME MIGLIORARE LA FUNZIONALITA' DELLA FLORA BATTERICA

Autore: Gabriella Filice

Dal Mal...Essere al Ben....Essere

In realtà non dovremmo mai giungere a questa situazione e i nostri genitori avrebbero dovuto insegnarci l’igiene intestinale dall’infanzia.
Dovrebbe essere  materia di conoscenza comune, dovrebbe far parte del programma scolastico educativo. Possiamo cominciare con una disintossicazione totale del tessuto.
Rimuovere le sostanze tossiche dell’organismo non è un compito facile, richiede lavoro, perseveranza e buona volontà per liberare ciò che è vecchio e accogliere il nuovo.
I digiuni, le diete alternative, i clisteri, i lavaggi del colon, le erbe, i massaggi, riflessologia plantare e tutte le tecniche per riportare benessere, tentano in un modo o nell’altro di ottenere il medesimo effetto: liberare cioè l’organismo da alcune sostanze indesiderate, prodotte da un atteggiamento negativo, da spasticità muscolare o in particolare da accumulo.
Ciò genera una disarmonia organica.
La pulizia viscerale in qualsiasi programma è un elemento essenziale per un benessere duraturo.
I residui tossici devono essere rimossi il più rapidamente possibile per fermare la spirale discendente verso la malattia.
Avremo ottimi risultati:


● rimuovendo l’accumulo di materiale fecale dall’intestino.
● cambiando la dieta, che genera tossine, con una eliminativa e  
    disintossicante.
● digiunando.
● ripulendo il colon con clisteri ed irrigazioni.
● liberando la mente dai vecchi schemi abituali.
Questi principi vanno trattati seguendo un certo ordine. Procedere lentamente con gradualità, ma con sicurezza nella giusta direzione è il metodo migliore per avere successo.
Non bisogna fare tutto-subito: un eccessivo e repentino cambiamento causa disorientamento, un disturbo conosciuto come ansia per ciò che accadrà.
Una volta che l’intossicazione al colon, con la depurazione, l’evacuazione e la correzione della dieta sarà stata eliminata, l’organismo comincerà a reagire ripulendo in profondità tutti i tessuti.
Pulizia , disintossicazione ed eliminazione sono parole che noi tutti conosciamo, ma che raramente vengono usate in un contesto intestinale.
Un vero processo di pulizia deve raggiungere ogni cellula organica.
In generale possiamo dire che il sangue è puro nella misura in cui lo è l’intestino, poiché circola in ogni organo e cellula umana.
A causa di un intestino sporco, le tossine presenti nel sangue contamineranno tutto l’organismo.
Per una corretta disintossicazione del tessuto organico dobbiamo iniziare un’intensa pulizia intestinale. Per eliminare dall’intestino i materiali tossici sarà necessario un dispendio energetico.
L’eliminazione di muco, fa parte del programma.
E’ il pozzo nero, la parte più sporca dell’organismo e non si deve avvertire disagio a parlare dell’intestino; averne cura sarà parte del programma completo per il benessere. L’azione intestinale è uno dei risultati finali del metabolismo insieme all’eliminazione delle cellule danneggiate, al ricambio tessutale, alla fermentazione e alla putrefazione dei residui del cibo.
Tutto ciò è reso più difficile da un colon pigro.
Ci sono molti modi per ottenere buoni risultati nella gestione intestinale.
Prima di tutto dobbiamo modificare la nostra alimentazione.
Il sintomo resterà, se non ci occuperemo della causa del disturbo.
Il corpo è  si sa una comunità di organi in sintonia fra di loro, che lavorano per il bene dell’essere umano.
Per quanto riguarda le diete più adatte ai vari stadi di malattia, dobbiamo essere in grado di comprendere a quale livello è compromessa la capacità digestiva, per esempio, non possiamo dare subito un’insalata cruda ad una persona che soffre di colite. Dobbiamo prima pulire e tonificare l’intestino per prepararlo ad una digestione e ad un assorbimento più efficiente; per la ricostruzione del nostro corpo dobbiamo essere in grado di assorbire i nutrienti, altrimenti andranno persi.
Quando l’assorbimento sarà migliorato, inizieremo gradualmente e lentamente a portarlo al giusto regime alimentare.
Possiamo usare brodi e minestre leggeri all’inizio, quindi prodotti cotti a vapore, purea e centrifugati di vegetali e di frutta .
Quando l’intestino sarà più forte e in grado di trattare i materiali che producono massa, si potranno utilizzare i vegetali crudi.
Il cammino è lento, ricordare che come è stato necessario molto tempo per inquinare il nostro corpo fino al punto di ammalarci, altrettanto ne occorrerà per invertire il processo.
Un organismo intossicato non è in grado di assorbire tutti gli elementi chimici che gli necessitano.
Se il tessuto organico non riesce a metabolizzare correttamente, occorrerà molto più tempo per rigenerarlo e ricostruirlo.
In un corpo intossicato può esserci una buona digestione?
Senza una corretta digestione e assimilazione è impossibile ricostruire un tessuto sano.
Come migliora l’assorbimento intestinale?
Assumendo fibre, fermenti lattici, probiotici, prebiotici  e sottoponendosi a cicli di idroncolon-terapia nei casi più cronicizzati
La fibra alimentare è definita come il “residuo di strutture cellulari (tipiche degli organismi vegetali) resistenti all’idrolisi da parte di enzimi digestivi dell’uomo, e che pertanto giunge sostanzialmente immodificato nel tratto distale dell’apparato digerente”.
Caratteristica fondamentale di queste sostanze, dunque, è la loro non digeribilità: gli enzimi del nostro apparato digerente, infatti, non sono in grado di scindere le catene polisaccaridiche da cui esse sono formate, nei loro componenti più semplici (monosaccaridi), assimilabili dall’organismo.
Di conseguenza, le fibre non possiedono alcun valore nutritivo ed energetico ma svolgono soltanto una serie di effetti funzionali e metabolici durante il loro passaggio attraverso il tubo digerente.
Le fibre devono ormai essere considerate una componente essenziale della dieta e devono essere assunte regolarmente e nella giusta quantità: 30 gr. al giorno.
Vari studi epidemiologici rivelano, infatti, come i soggetti la cui dieta è ricca di fibre vegetali siano meno esposti a stipsi, a molti altri comuni disturbi dell’apparato digerente quali colite, meteorismo, diverticolosi nonché a malattie metaboliche come obesità, dislipidemia e diabete.
La fibra alimentare si classifica in base al suo comportamento in acqua:
● i polisaccaridi che gelificano (mucillaggini) e detti fibre           
    solubili.
● i polisaccaridi che non modificano la propria struttura
     a contatto con l’acqua e detti fibre insolubili.
Le fibre solubili si disperdono in acqua formando soluzioni viscose simili ad un gel molto denso che trattenendo il liquido circostante, aumenta la velocità del transito intestinale, promuovono l’idratazione della massa fecale formando feci morbide, idratate, che passano agevolmente lungo il tratto intestinale stimolando i movimenti peristaltici. Il gel naturale formato dalle fibre è utile in caso di mucose irritate e infiammate.
Le mucillaggini, le pectine, le gomme vegetali, alcuni oligosaccaridi e le emicellulose solubili, sono fibre solubili e sono presenti nella frutta (soprattutto nelle Mele e negli agrumi) in alcuni cereali (come l’avena) nei legumi e nei semi commestibili del genere Plantago (plantago, ovata e psillium) e della famiglia delle linacee (linum usitassimum) nella radice della cicoria.
Le fibre insolubili, invece, non modificano la loro struttura a contatto con l’acqua, si trovano nella maggior parte dei cereali integrali, nella crusca di frumento, nella segale, nel riso integrale, nei legumi e nella verdura in genere; contengono cellulosa, emicellulosa insolubile e lignina e determinano sull’intestino un effetto di tipo sostanzialmente meccanico, producendo, in conseguenza della pressione esercitata dalla loro massa sulle pareti, uno stimolo della peristalsi.
Se assunte in quantità massicce e per lunghi periodi (per stipsi cronica) possono risultare lievemente irritanti per l’intestino.
Fermenti lattici: Immaginiamo il nostro canale digerente come un ambiente caldo e umido, dove vivono e si riproducono circa 400 diverse specie di batteri, questa è la cosiddetta “microflora intestinale”.
E’ l’intestino crasso il tratto di tubo nel quale la microflora è più densamente sviluppata: qui, dove il pH è favorevole e il contenuto intestinale procede così lentamente da non danneggiarla, un grammo di materiale può contenere da 1000 a 10.000 miliardi di batteri.
Da questi batteri colonizzatori dell’intestino, alcuni svolgono azioni benefiche per la salute (lactobacilli-bifidobatteri) altri possono essere potenzialmente dannosi o perché sono patogeni o perché il loro sviluppo produce effetti negativi. Infatti, a causa dell’alimentazione sbagliata, per l’uso continuato di lassativi o antibiotici spesso si sviluppa una flora “cattiva” che ha solo il merito di adattarsi alla nuova condizione di squilibrio dell’intestino.
Ed è proprio in questo caso che bisogna intervenire e ristabilire una flora batterica sana, dato che essa è coinvolta in processi di fondamentale importanza per l’organismo come:
LA DIGESTIONE: la microflora intestinale svolge una vera e propria attività di supporto alla digestione effettuando una sorta di pre-digestione degli alimenti che li rendono così, automaticamente, più bio-disponibili e assimilabili.
I lactobacilli, infatti, nel crasso producono direttamente e indirettamente Proteinasi, Lipasi, Polipeptidasi e Glicolasi che scindono carboidrati e proteine e convertono il lattosio in glucosio e galattosio e infine in acido lattico.
L’APPORTO DI VITAMINE: i lactobacilli, generano vitamine di gruppo B e la vitamina K (indispensabile per la coagulazione) che l’organismo da solo non potrebbe produrre.
LA DETOSSIFICAZIONE: i fermenti lattici vivi sono considerati veri e propri agenti disintossicanti in quanto inibiscono enzimi (nitroreduttasi) che trasformano i pre-cangerogeni in cancerogeni, degradano direttamente le ammine, potenzialmente cancerogene ed evitano l’assorbimento di vari agenti mutageni, sequestrandoli a livello intestinale.
L’EFFETTO PROTETTIVO: la flora batterica ostacola l’impianto e la crescita di batteri patogeni agendo su vari livelli.
I batteri utili aderiscono a particolari recettori delle cellule della mucosa creando una sorta di barriera contro gli agenti patogeni.
I lactobacilli, in particolare, producono diversi composti ad attività battericida come Nisina, Lattocidina, Acidofilina e perossido di idrogeno e, ancora più importante, producono, a partire dai glucidi alimentari, una specie di acidi organici a catena corta (acido acetico, lattico, propionico, butirrico) che rendono acido il pH intestinale, favorendo l’integrità della mucosa del colon e creando un ambiente inospitale per i patogeni ma estremamente favorevole per lo sviluppo di batteri utili.
STIMOLAZIONE DEL SISTEMA IMMUNITARIO: i lactobacilli stimolano la produzione di IgA, di linfociti T (che tramite la produzione di citochine modulano la risposta antinfiammatoria) e di macrofagi, cellule fagocitarie. I fermenti lattici, oltre ad essere prodotti dall’intestino, sono contenuti anche nei cibi.
Ne sono ricchi, infatti, molti alimenti, tipo alcune verdure come cipolle, cavolo, spinaci, ma sono batteri “transienti”, cioè non idonei a formare colonie stabili nell’intestino e quindi non sufficienti, da soli, a garantire il ripristino di un equilibrio batterico alterato.
Dei microrganismi introdotti, solo una piccola quantità raggiunge l’intestino in condizioni vitali (difficile sopravvivere ai succhi gastrici).
E’ questo che rende necessario introdurre con la dieta i cosiddetti “probiotici”; preparati di fermenti lattici in grado di riequilibrare e mantenere la microflora intestinale su livelli ottimali.
Esistono due tipi di probiotici: quelli residenti e quelli transienti.
I primi sono quelli che vivono e proliferano nell’intestino umano, mentre i secondi (quelli negli alimenti) apportano soltanto un beneficio temporaneo alla microflora in quanto non effettuano nessuna colonizzazione della mucosa.
Grazie all’integrazione dei probiotici miglioreremo la nostra salute.
Se per la dissenteria è necessario assumere un’alta concentrazione di fermenti, per prevenire o correggere i disturbi legati ad una condizione di disbiosi è sufficiente introdurre concentrazioni decisamente più basse, tali, da garantire ai batteri vivi di nutrirsi, insediarsi e prolificare nell’intestino.

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