Cos'è l'imprinting biologico e l'imprinting culturale e cosa c'entrano col cibo che mangiamo?

Autore: Carol Saito

Dal Mal...Essere al Ben....Essere

Ogni essere vivente ha un imprinting biologico (condizionamento biologico) che lo orienta nelle scelte alimentari, orientamenti e gusti che chiamiamo istintivi.

Per evitare di essere troppo generici come al solito, facciamo un piccolo “distinguo” e definiamo carnivoro in senso stretto solo un animale che si nutre di carne, mentre ci sono poi altri animali che si nutrono di sostanze diverse.

Ad esempio, l'insettivoro (che si nutre prevalentemente di insetti ed altri invertebrati), il piscivoro (che si nutre di pesci), l'ofiofago (che si nutre esclusivamente di serpenti), lo spongivoro (che si nutre esclusivamente di spugne), il lepidofago e mucofago (che si nutre di scaglie o muco cutaneo di altri pesci), ematofago (che si nutre di sangue) e molluscivoro (che si nutre di molluschi).

Gli animali che hanno necessariamente bisogno di carne per poter sopravvivere sono detti carnivori obbligati. Questi possono in realtà nutrirsi anche di altre sostanze di origine animale (come miele o uova), tuttavia tali elementi rientrano solo sporadicamente nella loro dieta. La loro dentatura ed il loro apparato digerente sono specializzati per una dieta a base di carne, con un intestino piuttosto corto e forti mascelle con denti affilati per strappare e fare a pezzi la carne delle prede.

Cavalli, pecore, mucche, giraffe, elefanti e altri, invece considerano come loro cibo, l'erba, i germogli, i fiori e le foglie.

Per meglio capire, il cucciolo di una specie carnivora, di fronte ad una ciotola piena di carne e visceri ed una piena di miele, guidato dal suo imprinting biologico, sceglierà istintivamente la ciotola più adatta alla sua specie.

Imprinting biologico: c'è un rapporto definito tra la costituzione o struttura fisica di un animale ed il suo alimento (alimento che soddisfa al meglio la fisiologia dell'organismo, i sensi del gusto e dell’odorato ed il piacere legato alla masticazione), ogni animale allo stato brado istintivamente sceglie ed apprezza al massimo il cibo adatto alla propria specie.. e disdegna il cibo che reputa non adatto.

Imprinting culturale: non parte dai bisogni della specie, ma nasce dal condizionamento e dall’educazione ricevuta.
I nostri “gusti” vengono condizionati o manipolati fin dalla tenera età, addirittura dallo svezzamento. Questo è ciò che crea un imprinting culturale, cioè un'impronta che condiziona l’orientamento alimentare per tutta la vita.

Poche persone conoscono le regole per un corretto svezzamento, regole che (dovrebbero conoscere e dare i pediatri) e servono non solo a far crescere il bambino sano e forte, ma anche a dare un corretto imprinting, cioè a fare desiderare al bambino, una volta cresciuto, i cibi che sono più in sintonia con i bisogni della nostra specie, e che sono anche indispensabili. Un bambino non amerà le verdure se nemmeno i genitori la amano e viceversa, se il bambino nasce con genitori vegetariani o vegani, orienterà i suoi gusti verso le verdure e la frutta.

Con l'alimentazione crudista si può mangiare il cibo “così come natura crea”, soddisfacendo il nostro imprinting biologico, ma grazie al nuovo modo di “cucinare”, alle ricette che gli chef hanno elaborato, oggi siamo anche in grado di adattare il nostro imprinting culturale verso il cibo crudo. Ci vuole del tempo, bisogna riadattare il nostro “gusto”, ma non è impossibile!

L'arte culinaria che è nata e si è sviluppata grazie all’uso del fuoco, vi assicuro, può essere ricreata utilizzando il cibo crudo dove al posto del fornello e del fuoco, vengono utilizzati altri strumenti come l' Essiccatore, il Frullatore, la centrifuga e il tritatutto.

Questo dovrebbe essere anche il nostro modo per restare in salute, il cibo diventa medicina, vaccino anti-influenzale, la nostra fonte di energia........

Commenti

Accedi per commentare.