Il doppio cervello: intestinale e celebrale. Perchè è più importante il primo?

Data pubblicazione: 03/02/2020


Il doppio cervello: intestinale e celebrale. Perchè è più importante il primo?
Quante volte si sente dire:
"Prendi una decisione di pancia"?
Questa frase è particolarmente emblematica in quanto mette in collegamento il decidere (attività che riguarda il cervello) con la pancia (un organo legato soprattutto all'istinto).
Da sempre il cervello e l'istinto vengono considerati due realtà antitetiche poiché la prima si riferisce alla ragione, mentre il secondo riguarda la parte irrazionale della persona.
Dagli antichi Greci fino ad arrivare ai grandi psicoanalisti Freudiani, il dualismo ragione/istinto ha rappresentato la base per accesi dibattiti e conflitti intellettuali.

Correlazione tra cervello ed intestino
In realtà cervello e intestino sono due organi correlati in maniera molto profonda poiché si può supporre che parlino il medesimo linguaggio; infatti sia il sistema nervoso centrale che quello autonomo (che controlla il funzionamento dell'apparato intestinale) utilizzano gli stessi neuromediatori.
Tali neuromediatori sono molecole che vengono impiegate nella trasmissione sia delle stimolazioni sensitive (quelle che innescano una reazione), sia degli stimoli motori (le risposte alle stimolazioni).
Una delle più importanti ricerche inerenti al ruolo cerebrale dell'intestino (considerato pertanto un "secondo cervello") è stata effettuata da un gruppo di scienziati della Columbia University, che si è interessato anche della memoria intestinale, secondo cui esiste una comunicazione selettiva tra questi due organi.
La funzionalità intestinale è costituita da movimenti (onde peristaltiche) che hanno lo scopo di miscelare gli alimenti ingeriti con gli enzimi che ne consentono la digestione ed il successivo assorbimento di tutti i principi attivi utili all'organismo.
L'innervazione dell'apparato intestinale appartiene al sistema nervoso autonomo, così denominato in quanto non dipende dalla volontà; pertanto tutte le funzioni dell'intestino non appartengono alla sfera razionale.
Tale controllo autonomo è comunque responsabile di attività nervose di fondamentale importanza ed il cui ruolo diventa particolarmente evidente in specifiche situazioni.
Lo stress, l'ansia, la paura, la stanchezza, il nervosismo sono stimolazioni sensitive in grado di condizionare moltissimo il funzionamento dell'intestino; quante volte infatti capita di "avere mal di pancia" in seguito ad una forte emozione?
Il controllo autonomo di autoregolazione nella gestione degli stimoli contribuisce a considerare l'intestino come un secondo cervello, collegato in ogni caso al primo cervello, che è l'encefalo.
Esiste una comunicazione tra i due cervelli che è rappresentata dalle fibre nervose vagali; il nervo vago, infatti, mette in collegamento la corteccia cerebrale con l'apparato intestinale attraverso la serotonina, uno dei neuromediatori più abbondanti dell'organismo.
La serotonina è chiamata anche "ormone del buonumore" poiché la sua azione principale è appunto quella di regolare il tono dell'umore; la sua sintesi dipende per il 95% proprio dalle cellule della mucosa intestinale.
Il suo ruolo a livello dell'intestino è quello di controllare funzioni quali i movimenti peristaltici, le secrezioni enzimatiche e la propulsione degli alimenti all'interno del canale alimentare.
Tutti questi segnali vengono trasmessi all'encefalo per mezzo della serotonina presente a livello delle fibre vagali, innescando determinate sensazioni nella corteccia cerebrale.
La relazione tra encefalo ed intestino è a doppio senso dato che entrambi questi organi utilizzano il medesimo neurotrasmettitore; se è vero che la salute dell'apparato intestinale si riflette a livello dell'encefalo, è altrettanto vero il contrario.
Infatti è noto che, in periodi particolarmente stressanti, oppure caratterizzati dalla persistenza di attacchi d'ansia, da paure immotivate, da delusioni o da crisi di malinconia, anche il cervello è in grado di condizionare il regolare funzionamento intestinale.
In questo caso l'intestino reagisce alterando i suoi compiti fisiologici e possono innescarsi fenomeni di diarrea, stipsi e dolore addominale dovuti all'insorgenza di sindromi infiammatorie come la colite o il colon irritabile.
Al contrario, se la funzionalità intestinale è alterata, tali disturbi si riflettono sull'umore poiché il cervello elabora le sensazioni in maniera negativa, innescando le ben note reazioni di somatizzazione.
Da tali considerazioni risulta di fondamentale importanza la necessità di prendersi cura del "cervello intestinale" in quanto il suo ruolo sul benessere dell'organismo si rivela estremamente incisivo.
Secondo la teoria dei due cervelli, uno cerebrale ed uno intestinale, sarebbe sempre il secondo a svolgere il ruolo più importante e decisivo, forse anche in conseguenza della maggiore percentuale di serotonina sintetizzata.
Il cervello intestinale, in alcuni casi, è in grado di prendere decisioni autonome in maniera inconsapevole quando si attenua il controllo razionale; succede allora che viene attivato quello viscerale che impone la propria volontà.
La gestione della vita si basa quindi su un tipo di controllo integrato da parte di entrambi i cervelli, la cui sinergia e il costante scambio di informazioni dipende probabilmente dalla serotonina.

Come prendersi cura del cervello

Prendersi cura del cervello implica impostare uno stile di vita privo, per quanto possibile, di stimolazioni stressogene che rappresentano la fonte principale di problemi comportamentali.
Significa anche "volersi bene" cercando di dedicare un poco di tempo alla cura di sé stessi, per trovare gratificazione in qualche azione/oggetto in grado di appagare i propri desideri.
Un aspetto molto importante da curare è quello del riposo; il bioritmo circadiano infatti deve venire rispettato il più possibile per evitare dannosi fenomeni di affaticamento fisico e mentale.
Anche la cura dei rapporti interpersonali può rappresentare un valido aiuto per stare bene poiché la solitudine spesso spinge ad elucubrazioni non sempre positive, mentre la compagnia contribuisce al benessere psicologico

Come prendersi cura dell'intestino

La cura dell'intestino dipende quasi completamente dall'alimentazione che rappresenta la base per una buona salute; la maggior parte delle malattie, infatti, ha una matrice metabolica conseguente a squilibri dietetici.
L'intestino rappresenta l'organo centrale per la nostra sopravvivenza; attraverso esso vengono assorbite ed assimilate le sostanze nutritive indispensabili alla vita ed è garantito l'equilibrio biochimico necessario al benessere.
Sull'epitelio intestinale è localizzato il microbiota che è l'insieme di microrganismi indispensabile alla vita; si tratta dell'ecosistema più perfetto e completo presente in natura ed è costituito da un numero pari a quattro milioni di differenti tipi di batteri.
Il loro rapporto di simbiosi con la mucosa intestinale consente lo svolgimento di alcune importanti funzioni, che sono:
- favorire la biodisponibilità dei nutrienti;
- metabolizzare le sostanze nutritive;
- sintetizzare molecole utili (come enzimi e vitamine);
- regolare la funzione del sistema immunitario;
- favorire la peristalsi;
- proteggere la mucosa dagli agenti patogeni.
Si può considerare la microflora intestinale come il secondo cervello che presiede ad una serie di decisioni viscerali, mentre il cervello contenuto nella scatola cranica è responsabile delle decisioni razionali.
Il microbiota, secondo recenti studi clinici, agisce sull'umore poiché comunica con il sistema nervoso centrale attraverso la gut-brain-axis (asse intestino-cervello) che svolge un'attività bidirezionale, anche se probabilmente sono più numerosi i messaggi che partendo dall'intestino arrivano al cervello che non viceversa.
La composizione del microbiota è fortemente influenzata dal regime alimentare; alcuni cibi infatti possono sovraccaricare l'apparato gastro-enterico costringendolo ad un nocivo surmenage.
Quando si verificano fenomeni di disbiosi intestinali, la flora batterica non funziona più come dovrebbe e di conseguenza viene alterato tutto l'equilibrio metabolico dell'organismo.
In condizioni di stress il microbiota condiziona negativamente l'umore in seguito alla demolizione del triptofano, l'aminoacido precursore della serotonina; pertanto immediatamente si verifica un calo del tono dell'umore.
Anche in presenza di manifestazioni ansiose o depressive si verifica una modificazione funzionale della flora batterica intestinale che è strettamente collegata ai disturbi psichici; nei pazienti depressi, infatti, il microbiota è più scarso e meno funzionante.
In seguito a tali ipotesi scientifiche, alcuni studiosi parlano di "psicobiotici" per indicare i microbi coinvolti nel tono dell'umore in grado di modificare lo stato mentale e psico-emotivo.

Ruolo dell'alimentazione
Solitamente tutti gli alimenti fritti, conditi con grassi saturi di origine animale, molto elaborati, ricchi di zuccheri raffinati, poveri di fibre e di proteine di origine vegetale contribuiscono ad affaticare l'intestino alterandone le funzioni fisiologiche.
Un'alimentazione leggera, equilibrata, incentrata prevalentemente su alimenti di origine vegetale, con particolare riguardo a verdura e frutta, permette di preservare la corretta funzionalità della flora batterica intestinale e quindi la salute dell'organismo.
L'intestino svolge un ruolo importantissimo per il benessere psico-fisico dell'individuo e un'alimentazione equilibrata favorisce lo sviluppo di specie batteriche utili per mantenere in buona salute tutto l'organismo.
La scelta degli alimenti svolge un ruolo fondamentale non soltanto per la salute del momento ma soprattutto per quella futura in quanto l'effetto accumulo di sostanze nocive viene potenziato dalla loro quantità.
La digestione di cibi non sani provoca un accumulo di tossine che, nel tempo, possono contribuire all'insorgenza di numerosi disturbi dismetabolici.
La cottura degli alimenti provoca la degradazione di numerosi principi attivi che, venendo a contatto con temperature elevate, perdono le loro caratteristiche salutari.
La dieta crudista consiste in un regime nutrizionale che prevede l'assunzione di cibi non cotti, che garantisce la conservazione di enzimi e vitamine; tale programma dietetico offre il vantaggio di mantenere in salute l'intestino in misura maggiore rispetto ad un'alimentazione tradizionale.
Tra i vari tipi di crudismo, quello vegano ammetta unicamente i cibi crudi di origine vegetale; spesso viene completato da una piccola percentuale di alimenti vegani cotti (mai sopra ai 45 gradi), e preferibilmente senza glutine.
Si tratta di superfood molto nutrienti e salutari in quanto contenenti tutti i principi nutritivi intatti e non denaturati in quanto non sottoposti a procedimenti di cottura.
Alla base di tali diete ci sono naturalmente le verdure e la frutta che, grazie alle loro elevate percentuali di vitamine e minerali, forniscono all'organismo le sostanze nutritive di cui ha necessità per stare bene.
Mantenere in salute l'intestino significa quindi selezionare con estrema attenzione i cibi con cui nutrirsi per assicurare un corretto apporto di elementi utili allo svolgimento delle reazioni metaboliche.
L'energia necessaria per compiere tutte le funzioni vitali deriva dai processi catabolici che richiedono un corretto apporto di nutrienti; soltanto selezionando attentamente tali composti è quindi possibile vivere al meglio.
Il benessere dell'intestino, secondo quanto sopra esposto, si riflette anche su quello del sistema nervoso che, essendo l'apparato che controlla il funzionamento di tutto l'organismo, garantisce in ultima analisi le migliori condizioni di salute.
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Buona vita, Annamatilde Baiano

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