Perché la gran parte delle persone pensa a curarsi, ma non fa prevenzione

Data pubblicazione: 15/03/2019


Sono poche le persone sagge che anticipano il tempo delle malattie. Però non esiste nulla di meglio che una sana prevenzione per godersi appieno la vita.

I motivi che bloccano le persona a non fare prevenzione, sono diversi:

  1. La prevenzione ha un costo, ma nella realtà è investimento e poi ti spiego meglio
  2. La prevenzione ha bisogno di cultura per essere compresa
  3. La prevenzione comporta una sacrificio di tempo, o di volontà, o di soldi
  4. La prevenzione non ha un risultato tangibile
  5. Diffidenza verso la prevenzione, perché spesso è un modo per creare clienti, in particolare adottato dai medici

Quelli elencati sopra sono i motivi principali da comprendere e analizzare per poter prendere le decisioni corrette.

Partiamo dal punto 1: la prevenzione dalla gran parte è vista come un costo, un po’ come un’assicurazione per la salute, per la famiglia, per i danni da terzi, per l’assicurazione auto…. Però le persone più informate, sanno bene che quella quota assicurativa, seppur a perdere, in caso di danni, gli garantirà di proseguire una vita normale, senza troppi disagi.

La gran parte delle persone investe i propri risparmi in assicurazioni per la pensione, ma non c’è modo più sbagliato di investire i propri soldi, perché il rendimento è così ridicolo che non paga neanche l’inflazione e sarebbe invece intelligente investirli in altri modi informandosi e studiando, senza delegare a terzi che non si sa neanche se esisteranno tra 10-20-30 anni.

Invece investire in un’assicurazione “bene o male”, cioè se hai un problema te lo risolvono, se non ce lo hai, hai bruciato i tuoi soldi, è la cosa migliore, anche se completamente controintuitiva. Però basta vedere cosa fanno i ricchi, hanno assicurazioni su tutto ciò che può accadergli, perché sanno che devono cautelarsi ed investono con consapevolezza le loro ricchezza, facendosi aiutare da manager più o meno preparati, ma almeno sono loro stessi che investono.

Senza dilungarmi (informatevi da un bravo investitore), la prevenzione è un’assicurazione che non è detto che serva, quindi tu fai sport e ti nutri al meglio, e per farlo spendi tempo e soldi oggi, per un qualcosa che non sai se avrai benefici a lungo termine. Però chi è culturalmente avanzato, sa che ha una grandissima probabilità in più degli altri di vivere una vita piacevole e senza malattie.

Proseguendo, quindi è la cultura che fa comprendere la prevenzione, di solito le persone culturalmente avanzate sono quelle che sanno scegliere la migliore alimentazione e si distaccano dalla massa, a volte con grande difficoltà, perché vedere le catene di fast food piene, ci fa credere che quelle persone stiano bene lo stesso e spendono molto poco, oppure vedendo la gran parte delle persone che non fa sport e sta bene lo stesso.

Quindi per superare questo impasse, servono persone che sanno vedere oltre l’apparenza e sanno guardare i dati che sono chiari come la luce del Sole, chi ha uno stile di vita sano, sta bene a breve, medio e lungo termine, chi invece non investe nella propria salute, paga le conseguenze a breve, medio e lungo termine, anche se non te lo dirà mai.

Avevo un mio cugino fumatore fin da bambino (anche io ho fumato tra i 16 ed i 19 anni ed ho smesso per amore, cioè il mio compagno e futuro marito, mi disse: cosa insegneremo ai nostri figli?), dopo circa 25 anni ha smesso, ma prima di smettere trovava tutti i vantaggi e le scuse per dire che non era tutto questo male, lui stava bene, c’erano persone fumatrici che vivevano anche 100 anni e così via. Poi dopo che ha preso questa difficile decisione di smettere, mi dice che era un falso con se stesso e con gli altri, gli servivano giustificazioni per il suo vizio, ma stava male, non faceva le scale velocemente, non riusciva più a correre, aveva i denti neri, non sentiva il sapore del cibo… ora fa 10km tutti i giorni, tutti, anche quando piove, ha cambiato alimentazione, è un mio cliente privilegiato ed è ringiovanito di 10 anni.

Non fatevi infinocchiare dalle apparenze, ascoltate tutti, ma ragionate con il vostro cervello. Studiate e capirete che la prevenzione è un investimento che tutti vorrebbero fare se fossero culturalmente preparati.

Il terzo punto è il sacrificio che richiede la prevenzione, pochi vogliono rinunciare all’uovo di oggi per avere la gallina domani. In un mondo che culturalmente ti chiama al cogli l’attimo, non è facile saper distinguere che quell’attimo lo cogli solo se stai in salute, altrimenti il tempo o i soldi risparmiati oggi, ti costeranno molto cari domani, non solo in termini economici, ma soprattutto in termini di qualità della vita.

Quando si fa prevenzione, non si tocca con mano subito il risultato, non è tangibile oggi e questo è molto difficile da accettare. Io sono 5 anni che tutti i giorni, nessuno escluso, faccio degli esercizi di respirazione appena mi sveglio, anzi sono ancora nel dormiveglia e metto la mia app per cercare di respirare il meno possibile e quindi ossigenare meglio i tessuti. I benefici non sono mai immediati e avere la costanza di farlo sempre mi viene dalla consapevolezza. Questa fantastica parola che ci porta su dimensioni elevate. Quando siete consapevoli nel profondo, farete cose che non avreste mai fatto prima. Io lo so che se non ho neanche un raffreddore da anni è perché ho uno stile di vita attento, e so che prima invece mi ammalavo più facilmente, quindi ora sono consapevole del benessere che ottengo con la mia prevenzione. La prevenzione non è tangibile, ma è concreta!

Infine c’è l’aspetto negativo della prevenzione, cioè la diffidenza che c’è nel mondo medicale, che per avere più clienti si fa prevenzione a volte inutilmente. Fare prevenzione per sapere se si è ammalati di un tumore a mio modo di vedere è ridicolo, non perché in assoluto non serva, ma se dobbiamo fare prevenzione, ritengo che si debba fare sul prevenire e non sul diagnosticare tutte le malattie di questo mondo di cui tanti sono affetti e portatori sani e spesso le terapie sono peggiori del portare un malattia latente.

Io la prevenzione la intendo come il prevenire uno stato di salute negativo, quindi alla base investire su un’alimentazione di qualità, poi fare movimento e poi tante altre cose, tra cui anche farsi delle analisi di tanto in tanto per avere conferme che tutto vada bene, ma queste sono più conferme e non prevenzione.

Vi lascio portando alla vostra consapevolezza che la prevenzione è come lo studio da bambini, in quel momento non si ha consapevolezza dell’importanza di studiare, ma poi alla fine, quando si arriva all’età adulta, si prende coscienza di quanto sia stato importante quella face della vita, seppur in una scuola assolutamente non al passo con i tempi

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Buona vita, Annamatilde Baiano

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