Salvare gli animali, per salvarci tutti

Data pubblicazione: 23/04/2015


Dal nuovo numero di CrudoStyle un’intervista doppia a Barbara Bacca e il dottor Massimo Tettamanti. Barbara, voce del programma radiofonico l’Urlo Animale, e il dottor Tettamanti, chimico ambientale e criminologo forense esperto in alimentazione, saranno i protagonisti dell’incontro sponsorizzato da CiboCrudo di venerdì 24 aprile, dal titolo “Prima causa di morte: il nesso inquinamento, alimentazione e mortalità”. 

 

 

BARBARA BACCA

Urlo Animale, la voce dei senza voce: un modo forte e d’impatto per descrivere quello che è un programma radiofonico, ma non solo. Ci racconta come nasce e quali sono le sue finalità?

“Tutto ebbe inizio a gennaio del 2011, quando parlando con Michele Calabrese, mio caro amico nonché Direttore di Radio Live Music, gli chiesi: “Perché non inserite nel vostro palinsesto una trasmissione che parli seriamente degli animali, dei loro diritti e che informi la gente su tutte quelle realtà che vengono taciute dai media? È vitale che qualcuno dia voce a questi innocenti”. Lui mi rispose semplicemente: “Perché non la fai tu?”. Così nacque “L’Urlo Animale”, giunto ora al suo quinto anno di vita. Sin dall’inizio mi sono posta come imprescindibile obiettivo l’informazione senza compromessi e senza complimenti, un’informazione seria, precisa e accurata, supportata da documenti scientifici, testi ufficiali, interviste e testimonianze dirette. Il martirio, il maltrattamento e lo sfruttamento degli animali sono sostenuti da alibi fondati sulla menzogna. Il mio obiettivo è dunque smascherare queste bugie e mettere in luce la realtà e le miserie morali che l’hanno prodotta: l’avidità, l’ignoranza, la perversione, la superficialità… Parallelamente a questa attività di denuncia, “L’Urlo Animale” cerca di portare all’attenzione degli ascoltatori le infinite e quotidiane opportunità di crescita interiore, l’inestimabile ricchezza spirituale e morale che possiamo trarre da una corretta e rispettosa interazione con gli animali non umani: rispettosa della vita, della libertà, delle individualità, dei profili etologici, dei diversi codici comunicativi. Sono profondamente convinta che l’approccio interspecista alla vita possa rappresentare la chiave per una società ed un mondo migliore sotto tutti i punti di vista”.
Sensibilizzare alle tematiche del rispetto della vita animale, significa creare una cultura del rispetto della quale in Italia abbiamo più che mai bisogno. Secondo lei quali sono le leve da utilizzare per far riflettere veramente le persone?
“Non mi stancherò mai di sottolineare il sommo valore della compassione e l’esigenza di insegnarla ai bambini sin dalla più tenera età, integrandola anche nei programmi didattici come materia d’insegnamento vera e propria. Senza compassione, senza empatia, siamo destinati a fallire sia sul piano individuale, sia come genere umano. Dobbiamo imparare a guardare il mondo in scala microscopica, ad osservare con curiosità e rispetto anche le creature più minuscole, a interrogarci sui perché, sui dove e i quando e i come. Come fanno i bambini quando si interrogano sulla vita. Perché essa è ovunque e cammina e respira ad ogni altitudine: dentro la terra, sulla terra, nel mare e nel cielo. Se non pone mente a questo, la nostra esistenza individuale è destinata ad una povertà estrema, perché, fra l’altro, rinuncia all’infinità di meraviglie e di stupore che il creato ci dona gratuitamente ogni giorno”.
Proteggere gli animali significa ovviamente scegliere un’alimentazione vegana. Etica e salute vanno qui di pari passo. Qual è il suo personale approccio all’alimentazione?
“Sono vegana da circa 7 anni. Inizialmente la mia scelta è stata dettata da ragioni etiche. Col passare degli anni ho potuto apprezzarne anche i concreti e incontestabili benefici per la salute. Ora, gradualmente, sto migrando al crudiveganismo. Nel corso del tempo, documentandomi, ho scoperto in primo luogo quanto l’alimento crudo sia straordinariamente superiore a quello cotto in termini di valori nutrizionali e potenziali benefici per la salute globale dell’organismo. In secondo luogo, avvicinandomi alla cucina crudista ho anche avuto modo di sperimentarne la straordinaria gustosità”.
Per arrivare alle coscienze delle persone c’è bisogno per prima cosa di renderle informate. Quali eventi nel corso del tempo ha promosso Urlo Animale o di quali è stato partner?
Nel corso degli anni, proprio in nome dell’informazione corretta di cui vuole rendersi strumento, “L’Urlo Animale” ha organizzato conferenze sulla vivisezione e sul randagismo e un grande evento, dal titolo VegAmorphosis, di cui si sono già svolte due edizioni, volto a far conoscere i vari aspetti dello stile di vita vegan, a sfatare i pregiudizi e a contrastare la grave disinformazione che regna ancora oggi sull’argomento”. Arriviamo così alla conferenza "Prima Causa di Morte", tenuta dal Dott. Tettamanti il 24 aprile. Un momento di informazione e formazione importante, reso possibile anche dalla voglia di contribuire di sponsor che si mettono a vostra disposizione. Quant’è importante creare rete per far circolare un messaggio?
“È fondamentale. Il vero progresso annovera fra i propri elementi fondanti un principio che io reputo cruciale in ogni ambito del quotidiano: l’autoresponsabilizzazione. Veicolare le informazioni è un obbligo morale a cui ciascuno di noi, secondo le proprie possibilità, può e deve adempiere, per la sua stessa dignità. La verità, come la vita, è un bene a cui tutti abbiamo diritto, come individui e come collettività. Colgo dunque questa occasione per ringraziare l’azienda “Cibo Crudo”, la quale ha voluto accordarci il proprio contributo per la realizzazione di questo importante evento, che si svolgerà appunto il 24 aprile, a partire dalle 20,30, nell’aula magna dell’ISTITUTO D’ISTRUZIONE SUPERIORE “N. TARTAGLIA – M. OLIVIERI”, a Brescia”.


DOTT. MASSIMO TETTAMANTI 

Lei sarà il relatore principale di questa conferenza. Di che cosa si parlerà?
“Si parlerà in senso generale di come la moderna società che si basa sul massacro animale per alimentazione, per abbigliamento e per sperimentazione e di come questo modello di società che a prima vista può apparire disastroso solo per gli animali, in realtà è di enorme danno sia per l’ecosistema che per gli esseri umani. Il titolo “Prima causa di morte” analizza proprio come la prima causa di morte nel mondo occidentale ed europeo sia basato su un cattivo stile di vita e un’alimentazione scorretta. Quindi la prima tematica che riguarda l’uccisione degli animali in ambito alimentare, in realtà è anche la prima causa di morte per l’uomo. E’ questo collegamento che verrà analizzato durante la conferenza. L’assurdo è che la società invece di finanziare in ambito salutistico e preventivo la produzione di cibi principalmente a base vegetale finanzia la produzione di cibi di origine animale: quindi con i nostri soldi e le nostre tasse si finanzia il cibo che consumato in eccesso è la prima causa di morte”.
Perché orientarsi verso uno stile di vita vegan è sempre più necessario?
“Principalmente per tre motivi. Il primo perché tutti gli studi scientifici sostengono che un’alimentazione vegetale sia la più adatta per la salute ed in un modo che invece va verso un ancora maggiore consumo di cibi animali, tumori, malattie cardiovascolari, obesità, possono essere devastanti sia per il singolo che si ammala e muore che per il sistema sanitario che risulta ingestibile, per costi sanitari che vanno alle stelle per uno stile di vita sbagliato. Secondo, è che dal punto di vista ecosistemico, la diminuzione dell’inquinamento dovuto alla produzione animale è tra le priorità delle Nazioni Unite riguardo l’impatto ambientale. Terzo, il fatto che la maggiore conoscenza e consapevolezza di quello che sono gli animali ci porta a vederli meno come macchine di produzione alimentare e più come esseri viventi e senzienti, che devono avere diritti minimi alla via, alla non sofferenza e alla non tortura”.
A giorni prenderà il via l’Expo di Milano ed il tema centrale sarà alimentazione e sostenibilità. Secondo le quali potrebbero essere le direttive da seguire per provare a salvare il Pianeta?
“Sono quelle che vengono date dal Pannel sull’ambiente delle Nazioni Unite che dicono che la produzione di cibi animali è una priorità ambientale in senso negativo – che deve cioè essere assolutamente ridotta - mentre le produzioni vegetali sono di beneficio da un punto vista ecosistemico e ambientale. A livello salutistico, bisognerebbe seguire come minimo le buone norme di alimentazione, soprattutto le ultime uscite recentemente a livello internazionale negli USA, che dicono che al massimo i prodotti animali dovrebbero rappresentare il 20% del totale dell’alimentazione, ma ancora meglio molto di meno. Basterebbe quindi seguire le linee guida mondiali della comunità scientifica e già avremmo fatto molto. Se poi vogliamo aggiungere anche un sistema virtuoso che tenga conto dell’ambiente e degli animali, allora tutti questi discorsi verrebbero rafforzati e la prevalenza di cibi vegetali sarebbe ancora maggiore”.  Alimentazione e salute: è giusto sostenere che il benessere parte da ciò che mettiamo nel piatto?
“E’ esattamente così. Questo è il punto di partenza. Poi esistono tante altre cose che si possono sommare, come il livello di inquinamento dell’ambiente, quello degli alimenti che mangiamo e quindi dei metodi di produzione. Tutto ha un impatto sulla salute. Quello che decide come stiamo è comunque ciò che mangiamo. Ed anche a voler tralasciare il discorso etico, i consumi di prodotti animali sono davvero spropositati!”. 

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