Tullio Solenghi: una vita ad attore, 4 anni da vegetariano

Data pubblicazione: 21/07/2015


Tanti gli incontri fondamentali nella sua vita, da quello con Lina Volonghi a Grillo, da Baudo a Lopez e Marchesini. Tra questi, sicuramente anche quello con la moglie…e con le sue abitudini alimentari

Dici Solenghi e pensi al Trio: chi di noi non ha sorriso ai loro mille sketch? Chi non aveva appuntamento fisso con quella particolarissima versione dei Promessi Sposi?
Quando un personaggio entra in maniera così forte e quotidiana nella nostra vita, anche il suo esempio assume un valore differente, più importante.

Ripercorriamo assieme la sua carriera. Quali sono i momenti ai quali è più legato?
“Ovviamente partirei dalla mia nascita artistica genovese, con l’iscrizione alla Scuola del Teatro Stabile di Genova. Fare l’attore era il mio sogno da sempre e iniziare a frequentare questa scuola a 17 anni è stato il primo passo per realizzarlo. Subito conclusa la maturità partii per il Servizio Militare e al rientro venni scelto proprio dallo Stabile di Genova. Certo, inizialmente ricoprivo ruoli da comparsa, praticamente senza recitare battute, ma proprio qui in questi anni feci il mio degli ‘incontri magici’ che hanno segnato la mia carriera: Lina Volonghi, grande attrice di teatro e mia madre teatrale, diciamo. Con lei allo Stabile lavorai per 7 stagioni teatrali, durante le quali mi resi però anche conto che il teatro è sofferenza: si vivevano momenti esaltanti con la possibilità di recitare parti importanti, ma anche periodi nei quali non c’era disponibilità di parti. Ovviamente i primi ad essere sistemati erano i grandi protagonisti di allora. Io ho avuto la fortuna di imparare il mestiere da gente del calibro di Leonello, Albertazzi, Guazzelli, Pagni: un onore certo, ma anche un onere perché appunto erano loro i protagonisti. Dopo un po’ mi sono reso conto che la cosa non andava nel senso che avrei sperato, con una maggiore attenzione e una continuità nel recitare ruoli di un certo spessore. Così ho deciso dopo 7 anni di scrivermi un testo di cabaret per conto mio e di proporlo. Debuttai a Milano, in un locale che oggi non esiste più e che si chiamava Il Refettorio. Qui avvenne il secondo incontro topico per la mia strada professionale: la serata era divisa in due momenti, a me toccava la prima parte e nella seconda il protagonista era Beppe Grillo. Due genovesi che si conoscono in terra straniera! Dopo circa 2 mesi che lavoravamo insieme, venne a vederci Pippo Baudo, che si entusiasmò e decise di portarci in tv: ecco, siamo due di quei giovani talenti che ogni tanto scopriva!”.
Dal teatro al grande pubblico quindi…
“Si, debuttammo in televisione nel 1978 con la trasmissione Luna Park: insieme a me e Beppe c’erano la Smorfia del compianto Troisi e la Parisi, tanto per fare qualche nome. Da li partì la mia avventura televisiva, fatta anche in questo caso di alti e bassi. Finchè nel 1982 non mi fu commissionata la conduzione di una trasmissione radiofonica. Nel frattempo avevo conosciuto Anna Marchesini e Massimo Lopez e mi venne in mente di chiamarli per condividere nuova pagina della mia carriera: forse lo sanno in pochi, ma il Trio nacque così, alla radio, nel 1982! Nel 1994 debuttammo in tv e da lì ci fu un’esplosione che ci tenne sulla cresta dell’onda per un decennio tra trasmissioni televisive, spettacoli teatrali e tante belle avventure. Nel 1994, il Trio si sciolse ed io ricomincia a lavorare da solo, ma spesso in accoppiate: prima con la Marchesini, poi con Magalli a Domenica In, poi ancora con Gene Gnocchi a Striscia e di nuovo con Lopez, prima per La strana Coppia e poi Striscia. 4 anni fa, dopo più di 30 anni, il cerchio si è chiuso: sono tornato allo stabile, realizzando il mio sogno, quello di esserne il protagonista”.
Tra teatro, tv, radio, dove si sente più a sua agio?
“Il teatro è la mia casa. Chiaro, se non avessi fatto tv, non avrei ottenuto molti ruoli da protagonista come ora perché la grande fama te la da la tv. Non rinnego niente del mio percorso artistico, però si sicuramente il teatro è il mio elemento”.
Dalla dimensione artistica a quella personale: come mai la scelta vegetariana?
“L’ispirazione è venuta sicuramente da mia moglie, che vegetariana lo è praticamente da sempre. Anche da bambina mangiare carne per lei era una sofferenza; la obbligavano a mangiarla ma lei si rifiutava. Poi con la consapevolezza dell’età adulta è venuta la scelta etica. Siamo una coppia molto affiatata, stiamo insieme da 40 anni, quindi il suo esempio è stato sicuramente fondamentale per me, ha dato il via alla trasformazione. Quando mi sono reso conto che si potevano avere tutte le proteine e gli altri nutrienti di cui abbiamo bisogno senza dover uccidere nessun animale, ho ritenuto crudele e stupido continuare a farlo”.
Da quanti anni è vegetariano? E’ stato subito facile per lei?
“Credo siano ormai 4 anni. E non ho mai avuto ripensamenti, nonostante fossi un onnivoro gaudente! Ho dovuto fare un percorso mirato, per far si che alcune soddisfazioni che una volta mi dava, non so, il carrello dei bolliti misti, oggi io possa ritrovarle in un misto di fagioli, fave, piselli, che sono diventati la mia grande passione. Quando poi fai una scelta consapevole ed etica, ci si pone delle priorità ed una è proprio quella di ragionare quando l’istinto del palato ti attira verso un’altra cosa”.
La sua quindi è una scelta più etica o più salutare?
“Entrambe direi. Etica come partenza, ma poi ho visto anche i grandi benefici sulla salute. Combattevo da sempre il colesterolo alto e l’ho visto abbassarsi. Ed essere vegetariano mi da una mano nel rimanere coerente e controllato. Anche i miei livelli di energia sono molto aumentati, cosa che ovviamente influisce positivamente sul lavoro. Facciamo un altro esempio: il riposino pomeridiano lo faccio tutt’ora. Ma prima sprofondavo nel letto, con la digestione ancora in corso; ora è un momento di relax, piacevole. Gli attori di teatro sono abituati/costretti alla cena dopo lo spettacolo. Una cosa micidiale, perché spesso si mangia a mezzanotte, l’una e poi si va a dormire. Da vegetariano, anche questo pasto è diventato molto più leggero, digeribile e ne beneficia il mio riposo, il mio sonno”. 
Quando ha detto ai suoi amici, colleghi che era diventato vegetariano, quali sono state le reazioni? “Ormai questa è una scelta che ha ottenuto la sua giusta visibilità e buoni livelli di penetrazione. Basta pensare che Mc Donald’s oggi propone hamburger vegetali. Nella stretta cerchia di amici, all’inizio la mia scelta ha provocato una certa ironia, perché chiaramente si subisce un po’ il destino della mosca bianca, della voce fuori dal coro. Adesso piano piano inizio a notare una certa curiosità: sono interessati, chiedono. Anche quelli che prima magari erano completamente chiusi verso questa possibilità”.
Cosa mangia prima di uno spettacolo?
“Si mangia sempre poco, perché altrimenti si arriverebbe allo spettacolo affaticati, invece si ha bisogno di leggerezza e tranquillità. Tutti gli amici sono avvezzi a fare un aperitivo con un tagliere di formaggi o di salumi. Io tra l’altro sono anche astemio, quindi bevo succo di pomodoro e lo accompagno magari con qualche formaggio, che anche se in poca quantità ancora mangio, e poi cruditè, semi, noci”.
Il passaggio al vegan: possibile?
“Per come sono, per il mio passato, per le mie abitudini alimentari, mi considero già abbastanza soddisfatto dell’essere diventato vegetariano. Due fari in questa mia scelta, oltre a mia moglie, sono stati Umberto Veronesi e Margherita Hack. Ho avuto il piacere di conoscerla, di presentare una serata a Genova durante la quale le venne consegnato il Grifo d’Oro, la massima onorificenza della nostra città. Per me è stata una cosa davvero meravigliosa e sapere che neanche lei era totalmente vegana mi ha fatto capire che anche essere vegetariano può essere un buon modo di vivere, pur senza arrivare al veganesimo o al crudismo, come mia moglie!”.  
 

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