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Ph Alcalino per ritrovare l’equilibrio

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Cosa significa pH alcalino? Farei prima un passo indietro e mi chiederei che cos’è il pH. Lo so che sembrerà stupido, perché comunque tutti sappiamo cos’è...o, penso io, crediamo di saperlo! Scommetti che se chiedo la definizione a tutti quelli ci ascoltano, pochi sanno spiegarlo a parole. Il pH è una scala di misura dell’acidità o della basicità di una soluzione acquosa. Quindi ce n’è più di un “tipo”. Ma di questo parleremo meglio tra poco. Il valore del pH varia in una scala da zero a 14: 0 indica la massima concentrazione possibile di ioni idrogeno (H+) in un acido, mentre il valore 14 indica che tali ioni sono assenti. Un pH superiore a 7 è detto alcalino, mentre inferiore a 7 è detto basico. L'equilibrio del pH del corpo umano è la chiave per vivere una vita sana e piena di energia, anche perché da questo valore dipende in parte il nostro benessere: l’acidosi precede le malattie. Altro dato importante da avere presente per avere un quadro generale di riferimento, è che il pH non è sempre uguale in ogni parte del nostro corpo: quando si attiva la digestione, per favorirla, nel nostro stomaco si vengono liberati degli acidi con un ph molto basso, che può variare da 1 al 2. Quindi, se esistono diversi pH, vuol dire che uno è più importante di un altro? Il pH più importante, dove il valore deve essere sempre costante, è quello del sangue: deve essere compreso 7.35 e 7.45, pena gravi conseguenze. Alla regolazione di questo valore contribuisce l’azione di differenti organi: dall'apparato respiratorio a quello urinario, ai reni. Il corpo fa di tutto per mantenere questo equilibrio, tanto che, in situazioni non ottimali, va a pescare riserve necessarie di sali minerali sottraendoli a ossa, capelli, cartilagini, per non spostarsi da questo vitale equilibrio. Io cosa posso fare per mantenere questo equilibrio? La cosa più semplice è portare avanti una dieta alcalinizzante, costituita principalmente da alimenti crudi di origine vegetale - che sono quelli più alcalini - bere acqua lontano dai pasti, respirare bene e muoversi ogni giorno. Ma come può accadere che si vada in acidosi? Purtroppo, è molto più semplice di quello che credi! Il nostro corpo viene acidificato dallo stile di vita sbagliato, dallo stress, dal consumo di cibi acidi tipo zucchero, caffè, cereali raffinati, alcol, carne, pesce, uova e latticini. Tra i fattori che potrebbero creare uno squilibrio verso l'acidità troviamo anche il fumo, l’inquinamento, una situazione emotiva negativa. L'alimentazione così detta normale si è arricchita a dismisura negli ultimi anni di prodotti artefatti ed elaborati e di proteine animali, a sfavore di frutta e verdura crude. Il cibo che noi mangiamo, produce continuamente nutrimento e rifiuti acidi: quanto di uno o dell’altro, dipende da cosa mangiamo e quanto ne mangiamo. Se mangiamo cibi acidi ogni tanto non è un problema, ma se lo facciamo di continuo, ci stiamo facendo del male! Se fosse per me, io consiglierei di eliminare molti dei cibi acidificanti dalla propria dieta. Ma mi rendo conto che è complicato, quindi, per lo meno, dobbiamo cercare di mangiare in modo equilibrato, contribuendo così a mantenere inalterato il pH. Quindi, dai sempre la precedenza ai cibi alcalini rispetto a quelli acidificanti. Proprio all’inizio dicevi che l’acidosi è l’anticamera dello sviluppo di alcune malattie. Ci chiarisci meglio questo concetto? Molti dottori ritengono che le malattie si sviluppino quando il nostro organismo crea un ambiente acido, quindi favorevole alla proliferazione delle malattie. Tuttavia, io credo che si debba ben comprendere come gli eccessi, in entrambi i casi, sono sbagliati: il nostro corpo deve essere in equilibrio per funzionare bene. Per vedere se sei in acidosi o a rischio, una cartina al tornasole fondamentale sono le urine, perché il pH urine varia al variare dell’equilibrio acido-base del nostro corpo. I valori che possiamo ricontrare in un soggetto sano variano da 5 a 8 nel soggetto: in un individuo con una dieta abbastanza sana, il pH delle urine è di solito intorno 6. Per ritornare alla tua domanda sul perché l’acidosi sia “pericolosa”, ti dico che se il livello di pH nel nostro corpo non è in uno stato di perfetto equilibrio, allora non ci sarà possibile assimilare efficacemente vitamine e minerali o altre sostanze fondamentali. Quando l'organismo non è più capace di assimilare le sostanze nutritive, non riesce a produrre nuove cellule, non riesce a depurarsi e a riparare i tessuti danneggiati. Per giunta in un ambiente acido si favorisce lo sviluppo di cellule tumorali ed aumenta il livello di affaticamento e delle malattie. Adesso estremizzo: se mi acidifico mi ammalo e muoio? Sicuramente non ti fai del bene! Come ho accennato sopra, quando gli acidi aumentano, il corpo fa di tutto per mantenere questo equilibrio, usando le scorte di minerali alcalinizzanti tipo potassio, calcio e magnesio. Questi ultimi sono un po’ l’ultimo baluardo, quello che entra in azione per mantenere questo equilibrio acido-base nell'organismo. Se però le scorte a disposizione non sono sufficienti e le quantità di scorie acide superano quelle che il nostro organismo è in grado di eliminare, allora insorge l'acidosi: le sostanze acide vengono “parcheggiate” in alcuni tessuti, in attesa di essere smaltite. Se però noi continuiamo ad alimentare questa situazione, con stili di vita e alimentari scorretti, l'organismo si sovraccarica di queste sostanze di scarto e non riesce mai a smaltirle. Gli organi che si occupano del loro smaltimento saranno sottoposti a stress continui e questo condurrà, a lungo andare, al loro deterioramento. Che cosa significa nella pratica? Che a causa di un’acidosi prolungata, il tessuto connettivo si indebolisce (cellulite), la consistenza delle ossa diminuisce (osteoporosi), i denti si cariano o cadono (parodontite), i capelli si diradano, le articolazioni diventano dolenti (reumatismi, gotta, artrosi), le infezioni da funghi si moltiplicano (al piede, alle unghie, agli organi genitali) e questo solo per citare alcuni sintomi. Senza contare poi che in presenza di acidosi il metabolismo non funziona correttamente. Come si calcola l’alcalinità o l’acidità dei cibi? L'acidità o l'alcalinità di un cibo si valuta in base alle sue ceneri. Con questo termine si intende il residuo che rimane dopo la combustione completa in stufa di una determinata quantità di alimento. Se nelle ceneri di un alimento prevalgono i minerali acidi, allora si dice che ha un impatto acidificante, al contrario se c’è maggiore presenza di minerali alcalini si realizzerà un’azione alcalinizzante. Per fare degli esempi, latticini e carni sono fortemente acidi e per questo sono classificati tra i peggiori acidificanti del sangue. Al contrario frutta e verdura che invece hanno ceneri alcaline. I cibi più alcalinizzanti sono limoni, arance, agrumi ed erba di grano, che in partenza, avendo un sapore acido, potrebbero invece sembrarti degli alimenti acidi. Bere una bella spremuta è un dono della natura, come anche il tanto consigliato acqua e limone di prima mattina. Il grave errore che commettiamo nell’alimentazione odierna è l’abbondare in carne, pesce, uova e latticini che sono alimenti acidi e anche in pasta, pane, pizza, cibi cotti, riso bianco, sale, caffè, vino, alcool e farmaci tutte sostanze spesso raffinate che acidificano fortemente il corpo. Quale sarebbe quindi il tuo consiglio finale per evitare problemi? Forse la cosa più semplice è cambiare l’alimentazione, cercando di mangiare il più possibile alimenti crudi e vegetali, anche se molti già fanno fatica a fare questo passo. Molto più complesso è invece molto più difficile cambiare lo stile di vita. Quindi, il consiglio è di migliorare l’alimentazione per migliorare la nostra salute. Un’ultima domanda: come si misura il pH del nostro corpo? Dalle urine o dalla saliva. E, nel quaderno degli esercizi di questa settimana, vi spiego come fare!