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Sport e alimentazione: il giusto bilancio energetico - Intervista a Maurizio Falasconi

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Quanto è importante lo sport, l’attività fisica, per una persona che già si alimenta bene? E quanto influisce sul benessere generale? “Per esperienza posso dirti che l’attività fisica conta tanto quanto la corretta alimentazione, il corretto riposo, l’approccio in generale alle circostanze della vita, come reagiamo agli eventi, soprattutto quelli non positivi. Il ruolo di tutti questi elementi è determinante. L’essere umano come macchina motoria è stato concepito per muoverci: la sedentarietà è una condizione innaturale per noi. Da qui si apre un mondo”. Sentiamo spesso dire che l’attività fisica fa bene. Ma quanto? Che cosa significa questo? “C’è da operare una distinzione tra -Attività fisica aerobica, come le attività di resistenza, corsa, maratona, ciclismo, attività a bassa intensità per un lungo periodo di tempo -Attività fisica anaerobica, che utilizza attività ad alta intensità, con sovraccarichi, che sfrutta resistenze a cui il nostro organismo deve far fonte, come corpo libero o pesistica o macchinari Entrambe devono essere incluse nello stile di vita dell’uomo moderno affinché l’essere umano possa goderne dei benefici. L’American Medical Association ha emanato delle linee guida, le ultime nel 2018, per l’attività fisica e qui ci sono delle indicazioni ben precise. Per prima cosa la popolazione viene divisa per classi, si parte da bambini da 3 a 5 anni per arrivare all’età adulta, fino a toccare anche persone con disabilità. Per esempio per gli adulti vengono suggeriti da un minimo di 150 fino a oltre 300 min di attività a bassa intensità oppure da 75 a 150 da attività ad alta su scala settimanale, il tutto accompagnato da attività con le resistenze: questo è il minimo per ottenere dei benefici. Il nostro corpo è una macchina, se non lo alleniamo andiamo incontro a problemi”. Che cosa mi dici delle proteine? “Sono 7 anni che mangio cibi di origine solo vegetale e di mestiere faccio il personal trainer. Quindi la mia opinione è piuttosto chiara. Ci sono da dire due cose, per dare informazioni oggettive e scientifiche. Per prima cosa nei cibi di origine vegetale sono presenti tutti gli aminoacidi essenziali. D’altra parte non si può dire che mangiare cibi vegetali o animali sia la stessa cosa, significa fare falsa informazione. Bisogna saper creare dei piani alimentari all’interno dei quali le fonti di proteine vegetali siano diversificati ed attraverso questa differenziazione il profilo aminoacidi riesce a completarsi. I cibi vegetali non hanno quei rapporti così adeguati e corretti per una corretta assimilazione a livello intestinale come quelle di origine animale. Non sono bilanciate allo stesso modo. La parte difficile sta proprio nel preparare un piano alimentare vegetale che soddisfi le esigenze energetiche e quelle legate ai macronuetrienti e non è sempre facilissimo. Ecco perché io lavoro con nutrizionisti, in tutta Italia. Nello specifico poi, io mi occupo di allenamento con i pesi finalizzato alla composizione corporea (differenza tra massa muscolare e massa adiposa). Per fare questo c’è bisogno di un apporto proteico standardizzato in base ad evidenze scientifiche. Chi si allena con i sovraccarichi deve assumere un quantitativo di proteine che varia da 1,5 g per kg di peso corporeo fino anche ai 3 grammi. Una persona sedentaria ha dei bisogni dimezzati. Non è facilissimo prenderle solo dal cibo, anche perché non dobbiamo eccedere con le calorie. Bisogna far quadrare i conti ed il modo più semplice ed immediato è assumere degli integratori”. Tu alleni anche sportivi onnivori, ma loro stanno così bene? Visto che sugli sportivi veg si insinua sempre il dubbio. “L’utente medio è in sovrappeso, non ha consapevolezza motoria del proprio corpo, si iscrive in palestra per qualche mese senza cognizione di causa, molla e poi lo rivedi dopo un anno perché ha accumulato ancora più grasso. Alcuni addirittura vengono in palestra per poter mangiare ancora più dopo. C’è una grande diseducazione alimentare e poi tutti hanno i bibitoni con gli integratori. E questo è il profilo di onnivori: a che cosa serve a loro integrare? Se lo faccio io, mi vedono con il bibitone e mi dicono “a, ecco perché tu hai questo fisico!”. La situazione è esattamente questa”. Esistono cibi che fanno dimagrire? “Non esistono molecole in grado di farti dimagrire o farti ingrassare! La pillola magica esiste solo nella testa delle persone che non vogliono capire che per raggiungere un obiettivo devono cambiare convinzioni, abitudini e poi lavorare moltissimo”. Ci sono cibi da eliminare? Dobbiamo eliminare i grassi? “E’ il bilancio energetico che dobbiamo tenere in conto: se mangi di più di quello che spendi predisponi l’organismo ad ingrassare, al contrario lo predisponi a dimagrire. Potrebbe sembrare un’estremizzazione facile, ma è così che funziona nella realtà. Ovviamente io sto parlando di persone che hanno un metabolismo energetico “sano”. Tutte le varie diete delle quali sentiamo parlare non hanno basi scientifiche, sono tutte basate sul marketing. Ovvio che alcuni hanno dei benefici: prima mangiavano malissimo, adesso hanno una corretta ripartizione dei nutrienti, allora migliorano. Ma non è perché hanno seguito la dieta, solo perché, non sapendolo, hanno lavorato sul miglioramento del bilancio energetico. Però non sono stati rieducati all’alimentazione e quindi non cambierà nulla nel lungo periodo. Stessa cosa per l’attività fisica”. Dopo quanto tempo si iniziano a vedere i risultati? “Quelli che io propongo sono dei percorsi che durano mesi o addirittura anni. All’interno di questi percorsi ci tengo a rieducare, fornire gli strumenti alla persona affinché arrivata ad un certo punto abbia la capacità di gestirsi da sola, a me piace rendere le persone consapevoli e libere. Se vieni da me io ti devo portare un risultato, io ci metto tutto ma se tu non ci metti del tuo, tu stai perdendo soldi ed io sto perdendo il mio tempo”. Con un’alimentazione vegetale si possono avere risultati ottimi? Ci sono atleti professionisti che hanno ottenuto risultati? “Sono circa 5 anni che giro l’Italia portando la mia esperienza e nell prime conferenze che ho fatto dedicavo sempre una slide agli atleti famosi. Ultimamente l’ho tolta per un motivo: io non ho la fortuna di conoscere direttamente un personaggio famoso vegan. In tutti i casi dei personaggi citati, non potrei avere la certezza di dire la verità sul loro modo di alimentarsi. E soprattutto quello che io cerco di far capire è che anche se sei vegano puoi ottenere questi risultati, questo non significa che è certo. Le evidenze scientifiche mi dicono che è possibile. Preferisco parlare di persone normali, che si alzano presto come noi, lavorano, hanno un mutuo da pagare. Quello del campione è un mondo diverso, che non è neanche “reale”. Io porto esempi più tangibili e dimostrabili”. Cosa ne pensi del crudo? Bisogna integrare frutta e verdura fresca? E della frutta secca che tutti dicono che sia calorica? “L’essere umano ha bisogno di un colpevole quando non raggiunge un obiettivo. Quindi magari me la prendo con la frutta o con la frutta secca se non riesco a raggiungere un risultato. Quello che conta è il bilancio energetico ed assumere tutti i nutrienti, macro e micro, oltre al giusto apporto di fibra e l’acqua. A volte basterebbe parlare con i nostri nonni e capire com’era strutturata la loro alimentazione. Non è che dobbiamo diventare tutti contadini, però frutta e verdura di stagione, che va mangiata cruda, è un’ottima abitudine. All’interno di una difficoltà oggettiva legata al mondo e ai ritmi di oggi, comunque possiamo riuscirci. Oggi tutti scegliamo il cibo sulla base di un unico parametro: mi piace o non mi piace. Nessuno pensa al bilancio energetico e ai micro e macro nutrienti di cui abbiamo bisogno. Io faccio esattamente questo, che poi la persona sia onnivora, crudista o vegana, è la stessa cosa. Certo, il consiglio è preferire dei cibi più salutari, di qualità elevata”.