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leucocitosi Digestiva: come la cottura distrugge le proprietà curative dei cibi

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Quale sarà il punto di partenza della puntata di oggi? Mi sembra che vuoi dargli un taglio scientifico, giusto? Oggi iniziamo con una semi citazione: Dimmi cosa mangi e ti dirò chi sei. Vorrei fare una riflessione condivisa con tutti quelli che mi ascoltano, con l’obiettivo di cercare di capire qualcosa di più riguardo l’alimentazione e l’impatto che può avere sul nostro generale stato di benessere. Il mondo del mangiare vegetale e crudo ci porta a fare diverse riflessioni in realtà, perché parte da concetti di base così tanto diversi rispetto a quelli della cucina tradizionale italiana, che immediatamente sembrano assurdi. Ma deve pur esserci un motivo se in Italia il numero di chi mangia cibi vegetali e crudi è cresciuto in maniera vertiginosa ed è arrivato ad oltre 480mila persone che si definiscono crudiste. Entriamo subito nel vivo dai! Che cos’è la leucocitosi digestiva e perché dobbiamo saperlo? Sarà una delle prime “parole” che incontrerai se inizierai questo viaggio all’interno della scelta vegetale e crudista e quindi voglio darti subito una mano a capire meglio. Il motivo per cui ti consiglio vivamente di mangiare crudo è che cuocere i cibi sopra ai 42° ne altera le proprietà naturali, andando ad agire in maniera negativa sugli attivi e può contribuire a creare problemi alla salute. Uno tra questi è proprio la leucocitosi digestiva: in pratica aumentano i leucociti nel sangue dopo aver mangiato e come sai i leucociti alti sono il segno che nel nostro corpo c’è un’infiammazione, un qualche problema. Da quanto tempo si studia la leucocitosi digestiva? I primi esperimenti legati a quella che poi sarebbe diventata nota come Leucocitosi Digestiva, risalgono al 1846, quando Donders osserva un aumento del numero dei leucociti del sangue dopo i pasti. Tanti studiosi da questo momento si sono occupati di prendere in esame questa problematica, osservando ed analizzando le variazioni quantitative e qualitative dei globuli bianchi del sangue prima e dopo aver mangiato. La conclusione alla quale si è arrivati è che se il pasto è composto da cibi crudi, non si registra alcun tipo di variazione. Se invece si è ingerito qualcosa di cotto, allora si verificherà un aumento dei globuli bianchi. Perché? Perché appunto l’aumento di globuli bianchi e leucociti è legato ad un’infiammazione: il corpo percepisce che c’è qualcosa che non va e si prepara alla battaglia, schierando le truppe difensive. Questo significa, che il cibo cotto viene riconosciuto dal corpo come una minaccia, come qualcosa da cui appunto difendersi. Quindi se non ho capito male, mangiare cotto è come beccarsi un’infezione? Non proprio, è più un discorso evolutivo che ha portato a difendersi da una minaccia che minaccia non è. I globuli bianchi, che possono assorbire anche sostanze chimiche e tossiche, contengono numerosi enzimi che hanno lo scopo di difendere l’organismo, fagocitando corpi estranei o microbi penetrati nel sangue. Quando l’organismo è chiamato a fronteggiare un’infezione, cioè un’improvvisa invasione di microbi patogeni, mobilita rapidamente i macrociti che cercano di spazzare via gli “invasori”: più l’organismo è in pericolo, maggiore è il ritmo di produzione dei macrociti per sostituire i microfagi e macrofagi che muoiono in battaglia, innescando in questo modo la leucocitosi. Quindi c’è una correlazione diretta tra aumento di globuli bianchi e lo stato di infezione di un organismo, come esiste una diretta correlazione tra ingestione di cibi cotti ed aumento dei globuli bianchi. Per proprietà transitiva quindi, esiste anche un legame tra magiare cibo cotto e attivarsi nel corpo di una reazione simile a quella che causa un’infezione. Ora non voglio fare un trattato scientifico anche perché non sono un medico e riporto solo quello che studio e mi appassiona, ma la cosa importante è iniziare a riflettere sul fatto che il cibo dovrebbe essere qualcosa che ci fa stare bene, che ci ricarica, ci dona nuova energia, proprio come la benzina che metti nella macchina. Se così non è e se addirittura si verifica un fenomeno medico come quello di cui abbiamo parlato oggi...allora forse c’è qualcosa da cambiare! Possiamo affermare che il verificarsi della leucocitosi digestiva è una conferma del fatto che l’essere umano non è “fatto” per mangiare cibi cotti? Vorrei che alle conclusioni arrivassero direttamente le persone che ci ascoltano, andando a mettere insieme i dati e magari anche approfondendo per conto proprio, perché mai mi permetterei di dare una dieta o una prescrizione da seguire, io voglio divulgare e far riflettere, poi ognuno deve approfondire e cercare di trovare la sua migliore alimentazione. Se mi chiedi la mia, ti dico che da varie ricerche ho capito che questo aumento dei valori dei globuli bianchi non si viene a manifestare quando si mangiano vegetali o frutta. Quindi posso dedurre che la cottura va a modificare l’alimento e quindi la reazione che il corpo ha nei confronti di quell’alimento. Inoltre, questo fenomeno mi dimostra anche che i cambiamenti di abitudini alimentari avvenute nel corso di migliaia di anni, non hanno prodotto un adattamento in questo senso dell’organismo umano che mantiene ancora il suo carattere crudista. La mia conclusione, studi alla mano, è che il fenomeno della leucocitosi sia una risposta naturale dell’organismo nei confronti di alcune sostanze percepite come pericolose e questo perché gli alimenti che cuociamo cambiano, subendo delle trasformazioni chimiche che sembrano non piacere al nostro organismo.