La storia di Alice Malum Rapieri

(0)

“Il mio percorso è stato molto lungo. Ho iniziato a 16 anni: un giorno mi hanno chiesto come mai fossi contro l'uccisione di balene, ma allo stesso tempo mangiassi carne, che comporta comunque l'uccisione di un animale. Da lì ho cominciato a pormi delle domande, se fosse davvero necessario nutrirsi di animali ed essere complice di un olocausto legalizzato. Conoscendo dei vegetariani mi sono informata e attraverso la visione di documentari, alcuni anche molto cruenti, sono diventata vegetariana, nonostante io, come tutti all’inizio, vedessi impossibile l’idea di non mangiare carne. Lo sono stata per 6 anni e all’inizio non era semplice, visto che i miei genitori erano in parte contrari, perché si preoccupavano per la mia salute, non essendo abituati a questo genere di alimentazione. Il fatto curioso è che quando ero vegetariana mi chiedevo come i vegani riuscissero a non mangiare uova e latticini, anche se poi, sempre informandomi attraverso libri e siti on line, ho appreso che i derivati animali non sono affatto necessari per l’alimentazione umana, senza contare che anche la loro produzione provoca enormi sofferenze e così ho voluto sperimentare su me stessa. Da piccola ero anemica e son sempre stata costretta a prendere integratori ed ero obbligata a mangiare carne di cavallo (per il ferro); ma alla fine dei conti non avevo mai risolto nulla. In più avevo un altro problema che mi affliggeva la pelle, l’acne cronica, anche sulla schiena e sul petto e quindi per uscire ero costretta a coprirmi molto, non trovandomi a mio agio. Questo problema lo avevo ancora da vegetariana, perché l’errore che fanno spesso i vegetariani è di esagerare con i latticini e le uova, ed è lo stesso errore che avevo fatto io. Inoltre avevo preso 10 chili, soffrendo anche di cellulite e smagliature. Finalmente poi, da vegana, ho risolto sia il problema dell'anemia che quello alla pelle e mi sono stabilizzata col peso. Una cosa particolare è che ho anche trovato una vitalità che prima non conoscevo. Molti infatti pensano di star bene mangiando la carne, perché magari non hanno problemi specifici, ma tutti i vegani testimoniano l’immensa differenza di energia una volta approcciato il nuovo stile alimentare. Io, attraverso i miei studi, che avevano come materia principale l’anatomia umana, ho cominciato a chiedermi come mai l’uomo si ostinasse a mangiar carne, quando invece sia il nostro intestino, sia la nostra dentatura non sono predisposti per essa. La vera svolta, comunque, è stata circa un anno fa, quando ho scoperto il mondo del crudismo/fruttarismo, conoscendo anche persone che sono guarite da svariate malattie: persone crudiste che sono guarite dal diabete di tipo 2, poi altre persone guarite da gravi problemi cutanei quali psoriasi e altre gravi carenze. Non ero mai stata una vegana "salutista", mi compravo gli hamburger vegetali, le salsicce di soia, gli affettati vegetali e alimenti ricchi in glutine, come ad esempio il seitan. Oggi prediligo frutta, verdura e semi, gli alimenti "elaborati" li consumo solo in particolari occasioni. Ho scoperto che più semplice si mangia, meglio si digerisce e più energie si hanno a disposizione. Senza contare che adesso mangio più variato di quando ero onnivora. Mi piace fare anche periodi a sola frutta. Ho imparato a "cucinare" con l'essiccatore, bere estratti freschi e con il crudismo mi si è aperto un mondo, per me che sono un'appassionata di dolci. Sono felice perché questa è la scelta più bella e importante della mia vita! Il problema di oggi è che si è perso il contatto con la natura, con il cibo vero: siamo abituati ad andare al supermercato a comprare tutte cose confezionate e innaturali, che non esistono spontaneamente, che sono le stesse che ti fanno ammalare col tempo. Dopo tre anni e mezzo di veganismo mi sono accorta di aver risolto definitivamente anche i miei problemi passati di depressione ed attacchi di panico a cui ero spesso soggetta. Quando introduciamo cibo vivo nel nostro corpo, anche la mente si sentirà "viva", serena. Come mi piace dire spesso: provare per credere!”

Commenti

Accedi per commentare.