La cucina crudista. Di Laura Cuccato, Michele Maino. Edito da Tecniche Nuove

Autore: CIBOCRUDO

Dal Mal...Essere al Ben....Essere

Si sente sempre più spesso parlare di crudismo, ma cosa significa esattamente? Quali sono gli ingredienti previsti da questo tipo di alimentazione? Quali le lavorazioni che permettono di mantenere ‘intatti’ i cibi?
 
Essere crudisti significa innanzitutto mangiare frutta e verdura, germogli e semi e seguire le regole comportamentali dell’igienismo: uno stile di vita che aiuta a disintossicare mente e corpo trattano gli alimenti alla temperatura massima di 45°C, come spiegano Laura Cuccato e Michele Maino nell’introduzione di La cucina crudista, edito da Tecniche Nuove.
 
Nella prima parte del libro vengono descritte le principali operazioni per questo tipo di cucina: fermentazione, marinatura, essiccazione, germogliazione, estrazione di succhi, pulizia e taglio. Vengono poi esaminati alcuni strumenti che possono risultare utili per preparare i cibi, ovvero mixer, Estrattori, frullatori, Essiccatori.
 
Grande spazio viene dato anche all’arte del condimento, dalle emulsioni ai dolcificanti agli addensanti, come Psyllium o semi di poontalai ammollati, da usare con parsimonia perché potrebbero avere un lieve effetto lassativo, comportandosi come una sorta di ‘super fibre’.
 
Curiosità: i crudisti duri e puri non usano alcun tipo di salsa di Soia perché spesso la soia è transgenica e i fagioli vengono sottoposti a un processo di bollitura. Dopo la bollitura interviene una procedura di fermentazione che rende di nuovo ‘vivo’ l’alimento. Nella filiera industriale si procede poi alla pastorizzazione, che avviene ad alte temperature e quindi ‘cuoce’ nuovamente l’alimento. Alcuni crudisti utilizzano così la nama shoyu ( in giapponese = soya cruda), che è una salsa non pastorizzata.
 
Nella seconda parte del libro ci sono le ricette: antipasti, primi, secondi, insalate e ‘formaggi’, pane, crackers, salse e dolci.
 
Questo libro può essere utile non solo per chi ha scelto un’alimentazione crudista, ma anche per chi ha voglia di sperimentare e magari fino a poco tempo fa concepiva il cibo crudo al massimo come un’insalata o una macedonia.
 
 La Redazione

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