Il cibo è una droga? Sì, la più potente di tutte (1° PARTE)

Data pubblicazione: 22/04/2019


Il titolo allarmistico non è esagerato, ma parte da un assunto: una droga è un qualcosa che crea dipendenza.

Il cibo istintivamente è una dipendenza, senza non potremmo vivere, per cui è una buona dipendenza, o meglio è una dipendenza per la sopravvivenza. Allora perché lo paragono ad una droga?

Perché il cibo è cambiato, il cibo ormai è modificato completamente sia nel come lo cuciniamo e mangiamo, sia nel come lo acquistiamo e sia nell’abbondanza che abbiamo.

Suddividerò queste spiegazioni in quattro parti perché il discorso è amplio e lungo, per quanto cercherò di essere sintetica.

In questa prima parte ti spiego le tre caratteristiche o ingredienti che influenzano le nostre scelte in maniera involontaria. Poi nella seconda parte ti parlerò dei principali cibi da cui si genera dipendenza e del perché l’industria alimentare aggiunge ingredienti e la relativa abbondanza negli scaffali. Nella terza invece entrerò nello specifico della cottura e delle ricette che generano dipendenza. Nell’ultima parte ti spiegherò i danni da dipendenza e perché, anche se a volte può essere un sacrificio, è molto meglio scegliere alimenti meno gustosi, ma che ti fanno vivere alla grande ogni giorno, piuttosto che patatine fritte o junk food, di cui sono pieni gli scaffali, che per 5 minuti di gusto ti distruggono l’esistenza.

Partiamo!

Salvo il fruttivendolo, nei supermercati, tradizionali o biologici, non si trova più il cibo come lo fa la natura, ci sono da 2-3 ingredienti a decine di ingredienti per ogni prodotto acquistato ed è ciò che fa diventare il cibo una droga, perché l’intera produzione delle industrie alimentari è finalizzata a proporre cibi che principalmente giocano su queste caratteristiche:

  • Dolce
  • Salato
  • Grasso

Queste tre caratteristiche fanno diventare il cibo una dipendenza, se non ci fossero, saremmo notevolmente meno dipendenti dal cibo. Vi faccio degli esempi per capire meglio:

Le patatine, di tutti i tipi immaginabili e riconducibili a questo termine, sono terribilmente salate e grasse e sono uno dei cibi a cui è difficilissimo resistere, soprattutto se si comincia a mangiarne, infatti ci sono diversi motivi che inducono e confondo il cervello a cibarsi di questi sottoprodotti alimentari che di nutriente non hanno nulla.

In primis il grasso, perché a livello atavico, quando non c’era la quantità di cibo attuale, avere del grasso era sinonimo di accumulo per le fasi di digiuno forzato ed il cervello, quando ne trova disponibile, anche se di dannoso, non è evoluto per discernerlo e quindi si confonde e ne vuole in quantità.

Il sale invece, secondo soprattutto un ultimo studio condotto su degli astronauti, porta ad incrementare l’appetito, in quanto il corpo, sempre ingannato, poiché ha un maggiore bisogno di acqua, invece che richiederne dall’esterno, usa una strategia di decomposizione dei grassi corporei e questo quindi induce ancora più fame.

Molti potrebbero chiedersi: allora mangiare salato fa dimagrire e bruciare grasso? Assolutamente no, perché il grasso e quindi le calorie che eliminiamo per il processo descritto sopra, rispetto a quelle che introduciamo, è totalmente sfavorevole, quindi mangiare salato fa ingrassare!

Poi c’è il dolce che per molti è irresistibile ed i motivi scientifici sono diversi, il primo è quello simile al grasso, cioè gli zuccheri raffinati, sono carboidrati al 100% e quindi il corpo li  prende come potenziali cibo per ottenere delle riserve.

Quindi si deve sapere che il dolce, il salato e il grasso sono i tre principali gusti che ci tengono attaccati ai cibi raffinati e l’industria alimentare lo sa molto bene, per questo li si trova sempre ovunque, in qualsiasi cibo e per questo non si vendono cibi da soli, senza ingredienti.

L’altro elemento utilizzato dalle industrie alimentari per poter vendere di più del nostro fabbisogno giornaliero, è la cottura.

La cottura che è un altro grande problema dal punto di vista del “cibo droga” che come tutto, non va demonizzata, ma va compreso il meccanismo psicologico che c’è dietro così da poter prendere le giuste contro misure.

Di questo fattore ne parlerò meglio nella terza parte di questa mini-saga, ma ora ti basti sapere che il cervello non si è evoluto ancora per riconoscere i nutrienti in maniera veloce quando questi sono cotti e ciò implica un maggior tempo per avere la sazietà, in quanto la sazietà può essere principalmente di due tipi:

  1. Sazietà di nutrimento, cioè il cervello riconosce che abbiamo tutti i nutrienti e ci blocca l’appetito, o almeno ci blocca a continuare a mangiare un certo tipo di cibo che stiamo ingerendo perché non ha più i nutrienti che gli servono, dato che ha già percepito di averne
  2. Sazietà di stomaco, cioè riempiamo completamente lo stomaco e quindi il cervello manda i segnali di stop, prima che arrivi il cibo in gola!

Con i cibi crudi, si ottiene molto più facilmente la sazietà di nutrimento, perché immediatamente il cervello riconosce i nutrienti in esso contenuto e quindi arriva prima alla sazietà.

Qui trovi la 2°, 3°, 4° parte

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Buona vita, Annamatilde Baiano

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